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La Top 11 del Bari di tutti i tempi: ecco l’undici finale scelto dai tifosi!

La formazione del Bari ritenuta più forte attraverso le votazioni dei lettori di Labaricalcio.it nel nostro sondaggio.

È stata una bellissima avventura, una grande cavalcata insieme a voi nella storia del Bari dall’inizio fino ai giorni nostri. Il risultato è eccezionale, un undici stratosferico, una squadra da sogno che, se potesse partire oggi ai nastri di partenza del massimo campionato italiano, lotterebbe sicuramente per le posizioni più importanti. Chissà, magari persino per lo scudetto.

Avete partecipato in numero straordinario, raccogliendo il nostro invito a trascorrere il tempo insieme correndo indietro con la memoria in questo periodo difficile che ci costringe tutti in casa a causa della pandemia. E di questo vi ringraziamo, promettendo presto iniziative altrettanto coinvolgenti. Intanto andiamo a commentare un Bari meraviglioso, dall’1 all’11 come si faceva una volta, con una premessa: la votazione, non poteva essere altrimenti, ha senz’altro risentito dell’età media dei tifosi che hanno partecipato e in alcuni casi non ha tenuto conto di elementi la cui presenza in una Top 11 del Bari di tutti i tempi viene ritenuta giustamente indispensabile.

Non è un caso che in squadra siano presenti elementi appartenenti essenzialmente agli ultimi 35 anni di storia biancorossa. Un periodo che, nonostante le recenti, rovinose cadute provocate dalla retrocessione in B del 2011 fino al fallimento del 2018, resta per certi versi indelebile: basti pensare che dal 1989 al 2001, si contano ben nove campionati in serie A e tre di B, due dei quali conclusi con la promozione. Ed è questo il nucleo temporale che costituisce la fanta squadra biancorossa. Certo, ci sono big assoluti che hanno perso confronti sul filo di lana: l’attuale pilastro della nazionale Leonardo Bonucci, ad esempio, ha battuto per pochi voti difensori probabilmente più forti come Massimo Carrera (prima terzino, poi straordinario libero in un’epoca in cui in Italia militavano i migliori attaccanti del mondo) o Lorenzo Amoruso, primo capitano cattolico dei leggendari Rangers di Glasgow. La selezione è stata durissima anche a centrocampo: basti pensare che tra gli esclusi figura un idolo come Carlo Perrone oppure fuoriclasse conclamati come David Platt e Zvonimir Boban. Finisce fuori persino “Fantantonio” Cassano che nel ruolo è stato surclassato dallo “Zar” Pietro Maiellaro. E magari, se proprio vogliamo dirla tutta, nel contesto di Internet è anche normale che non siano stati presi in considerazione dai tifosi più giovani elementi delle ere precedenti che pure è ricca di autentici campioni che avrebbero meritato (dai portieri Moro e Costagliola al “reuccio” Raffaele Costantino, dal funambolico fantasista Raul Conti alla velocissima punta esterna Bruno Cicogna, fino al talento di casa Biagio Catalano).

Detto questo, una scelta andava fatta per ogni ruolo e alla fine la Top 11 di Labaricalcio.it è una straordinaria orchestra, una formazione ricca di nomi fantastici e perfino equilibrata, a dimostrazione della competenza di chi ha votato.

In porta nel nostro ideale 4-3-1-2 c’è il gatto belga Jean Francois Gillet, sulle fasce ecco tutta la spinta del campione del mondo 2006 Gianluca Zambrotta e del croato Robert Jarni (terzo al mondiale di Francia ’98). I due difensori centrali sono assortiti alla perfezione: Giovanni Loseto è un marcatore completo, spietato nel controllo dell’avversario, abile nel gioco aereo, in grado di realizzare anche 4-5 reti a stagione ed al suo fianco Leonardo Bonucci assicura efficacia nell’impostare l’azione dalle retrovie ed un’interpretazione moderna del ruolo. A centrocampo, alla corsa e i polmoni dell’infaticabile Angelo Terracenere si unisce la fisicità dell’indimenticabile svedese Klas Ingesson e la regia pulita di Antonio “Totò” Lopez. Il genio di Pietro Maiellaro brilla sulla trequarti per ispirare un tandem da mille e una notte: la potenza, la velocità ed il tiro al fulmicotone di Igor Protti (capocannoniere in A del 1996) e le serpentine irresistibili del brasiliano Joao Paulo. In panchina, siede Enrico Catuzzi che, a differenza dei vari Conte, Fascetti, Salvemini, Bolchi e Materazzi, a Bari non ha mai vinto. Ma, forse, ha fatto molto di più: ha creato, da pioniere assoluto della “zona”, quel “Bari dei baresi” che vivrà per sempre nella memoria e nel cuore dei tifosi biancorossi. E allora è giusto che sia lui a guidare la formazione dei sogni, una squadra che, messa al massimo delle sue potenzialità, sarebbe certamente da scudetto. Non c’è dubbio: la Top 11 del Bari di tutti i tempi avrebbe fatto impazzire un’intera città.

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