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Il commento: Bari, viene quasi da piangere. La reazione si dimostri con i fatti

La batosta di Teramo chiude virtualmente i giochi per il primo posto. La società promette ulteriore impegno: ci sono 24 ore per non lasciare nulla di intentato.

Chi ha il Bari nel cuore, non può non avere un macigno sull’anima. E magari si sveglia la domenica mattina senza voglia di alzarsi dal letto, pensando che quella giornata uggiosa rifletta il suo umore e che quella pioggia che scende dal cielo siano le lacrime che si vorrebbe versare. Viene da piangere, sì. Succede così da un maledetto decennio. Fuori regna l’incertezza assoluta, si è perso il gusto ed il piacere delle piccole cose. In un momento così, cerchi la magia dove puoi. Sì, magari anche nella tua squadra del cuore. No, non vogliamo gravare il Bari di quanto accade nel mondo. Solo richiamare chi lo governa alle sue responsabilità. La gente chiede, vuole sapere, si preoccupa. Protesta, anche. Si arrabbia. Vorrebbe una vicinanza che troppe volte non si avverte. Vorrebbe una parola di conforto, una prospettiva. Invece, vive dovendo digerire un mezzo equivoco (la multiproprietà, chiamiamo le cose con il loro nome) che non si sa dove possa portare. E soprattutto vive una dimensione (la serie C) insopportabile per una delle maggiori piazze del Meridione. Ora basta, però. Stiamo arrivando al punto di non ritorno.

Potevamo scrivere e prendere posizione martedì, a mercato finito. Sarebbe stato facile tranciare qualche giudizio qua e là. Invece lo diciamo con oltre 24 ore di anticipo. Il presidente De Laurentiis ha dichiarato di volersi impegnare ancora di più per uscire dall’inferno della C. Bene, è il momento di dare tutto. Senza dubbi, tranciando linee precise. Il primo posto? Quasi certamente è svanito. Non prendiamoci in giro: 11 punti di distanza da una squadra che non ha mai perso sono razionalmente irrecuperabili. Ma non tutto è perduto. Ci sono comunque i playoff. E si possono vincere se si affrontano nel modo giusto. Ovvero, con tutte le risorse disponibili. Senza lasciare (davvero) nulla di intentato. Se si decide di proseguire con Auteri, allora si arrivi fino in fondo. Perchè non ci sarà un altro momento per prendere la decisione di cambiare. O lo si faceva adesso, oppure si deve giungere a meta con il tecnico siciliano. Dandogli ogni tipo di supporto e risorse per vincere. Questa squadra non è mai stata in grado di vincere 10 gare di fila, fatica con le big, ha già perso più dello scorso anno. Ergo, ha ancora bisogno di correttivi. Di rinforzi. Il mercato si chiude lunedì alle 20. C’è il tempo per intervenire. E per evitare che in una sfida decisiva, se venisse meno un titolare, entri qualcuno che non può fare la differenza. Bari è una miniera d’amore che la famiglia De Laurentiis ha scoperto al 10%. E’ una piazza dalle potenzialità infinite. Ma occorre uno sforzo per goderne. Altrimenti resterà l’apatia. Quella che ti prende una piovosa domenica mattina, dopo una beffarda sconfitta a Teramo.

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