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Serie C, Ghirelli: “Cinque motivi per continuare a giocare”

Il presidente della Lega Pro spiega in una nota i motivi per cui non intende discutere sulla possibilità di uno stop al campionato

In queste ultime settimane il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, ha più volte ribadito la sua assoluta contrarietà ad un possibile stop al campionato di Serie C per l’aumentare dei contagi da Coronavirus anche nel mondo del calcio. C’è chi ha chiesto di procedere a questa eventualità visti i continui rinvii di diverse gare a causa dei contagi.

“Sono diversi i motivi per cui la Serie C deve continuare a giocare ed ognuno ha una valenza significativa”, spiega il numero uno della Serie C in una nota. Almeno cinque i motivi per i quali non serve ricorrere alla sospensione del campionato: “Noi del calcio della Serie C siamo uguali a tanti settori dell’Italia, siamo uguali alle altre discipline sportive, ai comparti produttivi, alle aziende dell’entertainment; – spiega Ghirelli. Il secondo motivo è che “siamo radicati nel sociale e, quindi, siamo impegnati a dare una mano a tanti che soffrono, a quelli che sono preoccupati dall’incertezza che li avvolge. Offrire novanta minuti di svago, mezz’ora per divagarsi, alleviare per qualche minuto la tensione, vi sembra poco? Noi siamo quelli della cassa integrazione, da noi ci sono calciatori che hanno emolumenti normali e, quindi, capiscono di più e meglio i problemi delle persone della porta accanto”.

Terzo motivo riguarda la situazione dei contagi nelle squadre: “Nelle ultime giornate è migliorata. Domenica scorsa non è stata spostata ad altro orario alcuna partita, sono state tre le partite non disputate e rinviate. È un trend positivo che sta interessando il nostro campionato da almeno tre giornate”. Poi Ghirelli pone una domanda: “Cosa succederebbe se ci fermassimo per un periodo? Saremmo costretti ad andare oltre i termini della fine programmata del campionato e con quali conseguenze? Ci sarebbe l’aumento dei costi per pagamento emolumenti ed attività di gestione dei club. E, ancor più grave, non potremmo più pensare ai ristori. Stiamo lavorando alacremente con il governo e il parlamento per lo spostamento e le rateizzazioni fiscali, per un fondo perduto a compensazione delle spese per i tamponi, per misure di liquidità come la PMI con garanzia centrale. Non potremmo, altresì, usufruire dei benefici della cassa integrazione se decidessimo di fermarci autonomamente”.

Infine Ghirelli pensa a un eventuale stop ma anche alla ripresa: “Ci fermiamo, ora. Bene. E poi che faremo a gennaio quando al Covid-19 si sommeranno gli effetti della influenza invernale? Questi sono i motivi che ci spingono ad andare avanti, a fare sacrifici, a sobbarcarsi disagi. E’ comunque possibile che ci si debba fermare? Si. Perché le autorità scientifiche e sanitarie, in accordo con il governo potrebbero constatare l’aggravarsi della situazione e potrebbero arrivare alla decisione di bloccare il Paese. Certamente non ce lo auguriamo e speriamo di uscire dal Covid quanto prima. Governo e parlamento sanno che a gennaio, al più tardi, potremmo veder “saltare“ i primi club se non dovessero arrivare ristori in grado di dare ossigeno alle casse in deficit dei club. Per noi della Serie C la salute viene di gran lunga al primo posto nelle priorità e su questo non consentiremo alcun compromesso, così come finché ci sarà consentito giocheremo, sapendo che lo facciamo non a rischio zero”.

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