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Un anno fa il giorno della vergogna

Il 16 luglio 2018 l’onta della mancata iscrizione della FC Bari 1908 al campionato di Serie B, preludio al fallimento del club

E’ stato probabilmente il giorno più triste nella storia del calcio barese. Esattamente un anno fa, il 16 luglio 2018, scadevano i termini per presentare la documentazione per l’iscrizione al campionato di Serie B. Una domanda che non venne presentata dalla FC Bari 1908. A nulla valsero i disperati tentativi del sindaco De Caro per indurre il patron Giancaspro, ormai a corto di liquidità, a cedere il club. Troppo pesante la situazione debitoria per poter solo pensare che la società potesse passare di mano. L’unica trattativa in corso, quella col patron del Leeds Andrea Radrizzani, sponsorizzato dall’imprenditore barese Ferdinando Napoli, si arenò una volta che i legali di Radrizzani presero contezza dei bilanci del club.

Una società coi bilanci in rosso su cui pendevano decine di decreti ingiuntivi e che era stata già oggetto nei mesi precedenti di una serie di controlli da parte della Guardia di Finanza. Che qualcosa non andasse per il verso giusto lo si era cominciato a capire già sul finire del campionato quando il Bari venne penalizzato di due punti per il ritardato pagamento dei contributi. Una penalizzazione che la società provò fino all’ultimo a scongiurare o quantomeno a ritardare al successivo campionato. Nella battaglia legale che seguì la Lega fu costretta addirittura a dover posticipare l’avvio dei play-off. Per quei due punti in meno i biancorossi scalarono dalla sesta alla settima posizione e dovettero disputare lo spareggio col Cittadella non più tra le mura amiche del San Nicola, dove avrebbero avuto due risultati su tre per passare il turno, ma in casa dei veneti.

Finì in modo atroce, col Bari eliminato dopo centoventi minuti di battaglia pur non uscendo sconfitto dal terreno di gioco. Il 2-2 finale qualificò i patavini. Le tensioni e le prese in giro da parte della società nei confronti dei calciatori (rassicurati fino all’ultimo sul buon esito dei ricorsi contro la penalizzazione) fecero perdere la testa anche a un giocatore esperto come capitan Brienza, espulso per un brutto fallo nel secondo tempo supplementare. Nel corso di quel concitato finale di gara venne espulsi anche Gyomber e Sabelli, a dimostrazione di una squadra arrivata al momento decisivo coi nervi a fior di pelle. Le velenose dichiarazioni di Basha nel dopopartita confermarono la frattura insanabile tra il gruppo e la proprietà.

La mancata iscrizione provocò lo svincolo dei calciatori presenti in rosa, che assieme al nuovo tecnico Zironelli avevano da poco cominciato la preparazione a Bedollo. Il titolo sportivo passò nelle mani del sindaco De Caro. Nelle settimane successive sul tavolo del primo cittadino arrivarono undici proposte per l’assegnazione del titolo sportivo. Come andò a finire è storia nota. E la FC Bari? Divenuta una scatola vuota la società sopravvisse per alcuni mesi, fino allo scorso gennaio, quando, nonostante i ricorsi di Giancaspro, il Tribunale delle Imprese ne dichiarò il fallimento.

 

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