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Il Bari sfiora il colpaccio, l’Avellino trova il pari con Kanoutè (1-1)

Quarto pareggio stagionale per la formazione biancorossa

Termina in parità il posticipo della diciassettesima giornata: Avellino e Bari si dividono la posta in palio al termine di una gara combattuta che ha visto i biancorossi guidare a lungo nel punteggio. Ma proprio quando il più sembrava fatto, è arrivato il pari di Kanoutè.

Mignani conferma la formazione delle ultime due sfide con l’unica novità rappresentata da Mallamo, impiegato al posto dello squalificato Scavone. Braglia risponde con uno spregiudicato 3-4-3 con il tridente composto da Di Gaudio, Kanoutè e l’ex Maniero.

Partono fortissimo i padroni di casa: al 5′ Frattali deve distendersi e respingere la pericolosa conclusione di D’Angelo. Tre minuti dopo è Maniero a gettare alle ortiche il vantaggio, spedendo alto da ottima posizione dopo un pasticcio della retroguardia biancorossa. Il Bari soffre l’aggressività degli irpini ma, con il passare dei minuti, allenta la pressione ed esce dal guscio: alla mezz’ora arriva il primo tiro con Antenucci che non trova la porta dai venti metri

Tre minuti dopo, il Bari sblocca il match: filtrante illuminante di Antenucci per Mallamo che taglia alle spalle della difesa biancoverde e si presenta davanti a Forte che interviene fallosamente all’ingresso dell’area. Bitonti non ha dubbi e decreta il penalty (nonostante le veementi proteste degli uomini di Braglia): Antenucci non sbaglia. Dopo il vantaggio dei galletti, gli animi si surriscaldano, tra falli e proteste: ne fanno le spese Tito, Dossena e Pucino, ammoniti in soli quattro minuti. Al crepuscolo del primo tempo, arriva un’altra limpida per l’Avellino ma il colpo di testa di Dossena si perde di poco alto.

Nella ripresa, la formazione di casa si riversa in avanti alla ricerca del pari: al 51′ Ciancio corregge di testa una punizione calciata da Di Gaudio ma la conclusione del difensore non trova la porta. Sei minuti dopo è D’Angelo ad avere il pallone giusto tra i piedi ma il centrocampista difetta nella mira a pochi passi dalla porta di Frattali. Al 62′ Mignani opera il primo cambio, irrobustendo la linea mediana: Bianco rileva Paponi, con Botta chiamato a sostenere Antenucci.

Al 65′ si rivede il Bari dalle parti di Forte: Botta assiste Mallamo, che calcia debolmente dai venti metri, rendendo semplice il lavoro del portiere irpino. Braglia risponde con un triplo cambio, rivoluzionando il centrocampo: dentro Aloi, De Francesco e Micovschi per Carriero, D’Angelo e Matera. I cambi rivitalizzano l’Avellino che si rende minaccioso al minuto 73: sponda di Di Francesco per Kanoutè che colpisce in maniera poco pulita ma efficace, Frattali si supera nuovamente smanacciando in corner.

All’82’ arriva il pareggio dell’Avellino: corner calciato da Tito, Dossena colpisce di testa ma la palla schizza sui piedi di Kanoutè (in possibile fuorigioco) che fulmina l’incolpevole Frattali nei pressi dell’area piccola. Il Partenio è una bolgia: Mignani richiama l’insufficiente Pucino e Botta, mandando in campo Belli e Cheddira. Ma dopo il pari degli irpini e nonostante i quattro minuti di recupero, non accade più nulla. Dopo tre successi, il Bari si ferma sul pari e vede assottigliarsi il vantaggio sulla seconda (Il Palermo è ora a -5) ma tiene invariate le distanze dall’Avellino, fermo a nove punti di distacco.

 

 

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