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Bari, la maglia “storica” fa impazzire le vecchie glorie

Tra le nuove maglie dei galletti presentate nel ritiro di Bedollo, la terza, omaggio al Bari di Catuzzi, è una di quelle che ha riscosso il maggior successo tra tifosi ed ex calciatori biancorossi

La maglia della propria squadra del cuore costituisce uno dei capisaldi nella fede quasi religiosa dei tifosi di calcio. Ogni anno – da quando il marketing ha assunto un peso sempre maggiore nel calcio  – gli appassionati aspettano con trepidante attesa il momento in cui il club rivelerà le divise da gioco per la nuova stagione. Non fanno eccezione i supporter del Bari, da sempre attentissimi alla “pelle” che veste la propria squadra sul rettangolo verde.

Quest’anno ai biancorossi è andata decisamente meglio rispetto allo scorso anno: l’estate del 2018, infatti, il club di proprietà della famiglia De Laurentiis fu costretto ad accontentarsi delle rimanenze di magazzino di Robe di Kappa, già sponsor tecnico del Napoli. Studiare maglie realizzate appositamente per il Bari avrebbe richiesto mesi e non c’erano i tempi tecnici, con incombenze ben più importanti cui ottemperare. Nel finale di stagione sono poi arrivate tre maglie con cui la squadra di Cornacchini ha disputato le ultime partite di campionato e la Poule Scudetto, che però non sono state riproposte.

A un anno di distanza, invece, il club biancorosso ha avuto tutto il tempo di organizzarsi a dovere assieme allo sponsor tecnico e per il prossimo campionato di Serie C ha proposto tre maglie dal design originale. Semplici ed eleganti prima (bianca) e seconda maglia (rossa), caratterizzate dallo stesso motivo, a colori invertiti, d’ispirazione storica la terza.

E proprio sulla terza maglia vogliamo soffermarci: come è ormai noto, la casacca gialla e nera è un omaggio al “Bari dei Baresi” (così chiamato per la presenza di 6/11 della formazione titolare nativi del capoluogo pugliese) allenato da Enrico Catuzzi che nella stagione 1981-1982 mancò la promozione in Serie A per appena due punti, incantando con il proprio gioco. Pare che questo richiamo alla tradizione e alla storia sia stato molto apprezzato dai tifosi, che hanno visto in questa mossa della società un modo per non dimenticare le proprie radici, pur essendo proiettati al futuro.

Associazione Sportiva Bari 1981-1982.jpg

E a gradire non sono stati solo i tifosi, ma anche le vecchie glorie del Bari, alcune delle quali sono state intervistate al riguardo da La Gazzetta del Mezzogiorno. Maurizio Iorio, che in quella stagione fu capocannoniere dei pugliesi con 18 reti, ha dichiarato: “Quella divisa è speciale. Da quando la indossammo ebbe inizio la nostra serie di 13 risultati utili consecutivi. La chiamavamo la ‘maglia invincibile’. Mi auguro di cuore possa portare fortuna al Bari per proseguire la sua scalata nel paradiso del calcio. Vorrei esserci la prima volta che la indosseranno. Sarebbe una grande emozione”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Giorgio De Trizio, che di quel Bari era difensore: “La prima volta che la indossammo rimasi stupito, non ricordavo che il Bari avesse mai avuto quell’accostamento di colori. Quella maglia diventò presto mitica, la usavamo spesso in trasferta ed era come se ci desse una carica in più. Durante la presentazione delle maglie ho avuto un sussulto! Appena sarà in vendita correrò a comprarla”.

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