Antonio Di Gennaro, ex calciatore del Bari e oggi commentatore tv (del Bari, dopo aver seguito per diversi anni anche la Nazionale), non le manda a dire: nel calcio italiano bisogna cambiare qualcosa.
Il commento
“Va cambiato qualcosa, il settore giovanile è una società a se stante dentro un altro club e ci devono innanzitutto credere i dirigenti e poi dipende dagli allenatori e da cosa cercano, nella Primavera ad esempio vogliono vincere o far crescere i giocatori per la prima squadra? Allora devi prendere allenatori aziendalisti come era De Rossi, pagati bene con contratti pluriennali. Ad esempio nel Bari prendono due lire e vanno a fare anche altri lavori. Il fatto di voler lavorare sulla tecnica e non sulla tattica del nuovo progetto lo aveva già detto Baggio, in 900 pagine cestinate”, ha detto a RadioFirenzeViola.



Basta usare CT e dirigenti come alibi: il calcio italiano è malato da anni.
Tre Mondiali consecutivi mancati non sono un incidente. Sono una condanna scritta da tempo.
Impianti vecchi, gestione mediocre, calcio di base abbandonato, settori giovanili impoveriti.
E poi ci stupiamo se la Nazionale crolla.
La verità è semplice:
se non costruisci dal basso, prima o poi crolla tutto anche in alto.
Il professionismo senza un dilettantismo forte è solo facciata.
E oggi il calcio italiano è proprio questo: una facciata che nasconde fondamenta sempre più fragili.
Cambiare allenatore serve a poco, se il sistema continua a marcire.