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Bari, Bellomo: “Volevo tornare a tutti i costi, avevo lasciato le cose a metà. Darò il 110%”

Il trequartista biancorosso si presenta in conferenza stampa

Nicola Bellomo, trequartista del Bari, parla in conferenza stampa per la prima volta dal momento del ritorno nel capoluogo pugliese. Queste le sue dichiarazioni:

IL RITORNO – “Volevo ritornare a tutti i costi, appena ho saputo di questa mezza cosa ho spinto tanto. Avevo lasciato le cose a metà, ci tenevo a tornare al più presto. Non vedevo l’ora. Ogni anno c’è sempre stata la voglia di tornare, ma le cose si fanno in due e ci sono sempre state delle difficoltà. Quest’anno si era aperta questa possibilità e poi ci hanno pensato Taibi e Polito a darmi una mano. Sono contentissimo, ora devo solo giocare a calcio. Non sono un ragazzino, non devo dimostrare niente, voglio fare meglio delle altre volte”.

GALANO – “Con Christian siamo cresciuti insieme fin da piccoli, ci siamo ritrovati a Vicenza e poi due volte di nuovo a Bari. Lui è un amico stretto e sono convinto che farà molto bene, poi chiaramente ci deve mettere del suo. Le qualità le ha”.

L’ESSERE BARESE – “L’essere barese ti porta a tenerci di più alla maglia quando vai in campo, ma quello è un aspetto che devi tenere dentro te stesso. Scendere in campo con la maglia della mia città mi porta a voler dare il 110%”.

DIFFERENZE – “Le differenze sono tante, anche a livello societario: prima c’erano problemi, oggi vedo una società sana in tutti i sensi. Ci sono tutti i presupposti per fare bene”.

IL RUOLO – “Mi metto a disposizione della società, del mister, del direttore e di tutti quanti. Non sta a me scegliere il ruolo in cui giocare, ho fatto tanti ruoli pur nascendo trequartista. All’occorrenza posso giocare dove serve e infatti in allenamento il mister mi prova quasi dappertutto”.

L’OBIETTIVO – “L’obiettivo principale è quello di cercare di portare più in alto possibile il Bari. L’essere più maturo fa tanto perché si ragiona in un’altra maniera”.

FOLORUNSHO – “Michael lo conosco da due stagioni, per essere un 98 ha qualità fuori dal comune. E’ forte fisicamente, è completo e non lo dico solo io. Sinceramente mi aspettavo che facesse subito bene, a Reggio ha conquistato tutti e ha fatto la differenza”.

LA CARRIERA – “Sinceramente credo che il meglio debba ancora arrivare, tutto può ancora succedere. La carriera di un calciatore è fatta di episodi e di fortuna, quello su cui recrimino sono gli infortuni: all’apice della mia carriera mi sono rotto il quinto metatarso, il crociato. Per il resto quello che ho fatto è evidentemente quello che mi sono meritato. Pochi gol? Spesso ho giocato più arretrato”.

IL GRUPPO – “Ho trovato un gruppo sano e affiatato, la maggior parte dei calciatori si è messa subito a disposizione. L’anno scorso la società, il direttore e l’allenatore hanno fatto bene, quando sali dalla C alla B mantenere l’ossatura fa tanto. E’ giusto lasciare intatto lo zoccolo duro, pur con i dovuti accorgimenti relativi a gente di categoria”.

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