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Bari, ecco gli allenamenti inventati da Vivarini

Senza amichevoli, ecco i test con formazioni fisse: il tecnico simula ogni dettaglio di quanto può avvenire in partita.

Il Bari studia il metodo innovativo. Nella lunga marcia di avvicinamento al 13 luglio, quando i biancorossi debutteranno nei playoff partendo dai quarti di finale, mancherà il confronto con gli avversari. Come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, non si può procedere ad alcun test: non sarebbe sicuro l’incrocio contro compagini che non possono osservare i rigidi protocolli sanitari imposti ai galletti: basterebbe un caso di positività al coronavirus per compromettere gli spareggi promozione.

E allora, Vincenzo Vivarini si è inventato una soluzione differente: ovvero, comporre due undici invariabili che si affrontano tra loro, di livello equivalente.Un modo per stimolare i calciatori nel confronto tra loro, creando una sorta di sfida “infinita”. Ebbene, nel gruppo biancorosso pare che la novità sia stata accolta con entusiasmo: nessuno ci sta a perdere. Il modulo di riferimento è il 4-3-1-2. Il Bari “Uno” vedrebbe Frattali in porta, Ciofani, Sabbione, Di Cesare e Costa in difesa, Hamlili, Bianco e Maita a centrocampo, Laribi trequartista, Simeri e Antenucci di punta. Il Bari “Due” si schiererebbe, invece, con Marfella tra i pali, Berra, Pinto, Perrotta e Corsinelli in difesa, Folorunsho, Schiavone e Scavone a centrocampo, Terrani fantasista, Costantino e D’Ursi in attacco. Vivarini, però, ha pensato anche a ogni dettaglio che possa accadere in partita, adattando quindi i suoi interpreti a situazioni differenti, con sostituzioni da una squadra all’altra. E allora, ecco che Ciofani ad esempio può essere spostato centrale di difesa o terzino sinistro, Corsinelli viene alternato sulle due corsie o persino da mezzala, Perrotta si ricolloca da terzino sinistro, Folorunsho, Hamlili, Maita e Scavone si scambiano le posizioni di interno a destra o sinistra. Previsti pure i cambi di modulo: Terrani e D’Ursi si trasformano in ali pure tramutando lo scacchiere in 4-4-2 a trazione offensiva, Laribi può essere spostato da esterno o da seconda punta, persino Antenucci arretra nei panni di trequartista se c’è da giocarsi il tutto per tutto con tre attaccanti. Insomma, si studiano pure le minuzie. Tramutando lo stato di necessità in opportunità per appendere cose nuove.

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