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Trent’anni di Stadio San Nicola: dai sogni del Bari all’operazione futuro

Il 3 giugno veniva inaugurata l'”astronave” progettata da Renzo Piano: dagli albori alle cadute, oggi c’è bisogno di nuova linfa.

Trent’anni fa, si svelava al mondo lo stadio San Nicola, l’”astronave”, come fu battezzato da Renzo Piano, l’architetto genovese che nel gennaio 1987 ne concepì la struttura avveniristica. La nascita dell’impianto fu contemplata con l’assegnazione del mondiale 1990 all’Italia, con Bari inserita tra le città ospitanti. 120 miliardi di lire costò l’opera studiata su due anelli concentrici, per una capienza da 58.270 posti a sedere, sorretti da una struttura di acciaio inossidabile. Il Coni insistette per l’inclusione della pista di atletica da otto corsie. Innovativa pure l’illuminazione: 264 lampade a ioduri metallici eliminarono l’effetto delle ombre nelle partite in serale. Il nome fu l’esito di un sondaggio lanciato  sulle pagine de “La Gazzetta del Mezzogiorno”: “San Nicola” prevalse su “Mediterraneo”, “Azzurro”, “Degli Ulivi” e “Del Levante”.

Il battesimo fu previsto per il 10 maggio 1990 con un’amichevole tra il Bari e la nazionale argentina, ma i ritardi nei lavori impedirono di rispettare l’appuntamento, così come per la finale di Mitropa Cup del 21 maggio (vinta dai biancorossi sul Genoa). La consegna avvenne il 3 giugno, con un’amichevole tra il Bari ed il Milan campione d’Europa: i galletti si imposero per 2-0 grazie alle reti di Lorenzo Scarafoni e Paolo Monelli, la coppia gol della promozione in A del 1989. Fu questo il prologo dello straordinario successo mondiale: cinque incontri che portarono al San Nicola oltre 218mila spettatori, ad una media di circa 44mila presenze a gara. Il 7 luglio, debuttò nello stadio barese pure l’Italia: la nazionale di Vicini (appena eliminata ai rigori dall’Argentina) superò l’Inghilterra 2-1 e conquistò il terzo posto iridato in una serata passata alla storia per una festa di sport, con le squadre abbracciate sul podio. L’Italia ha giocato al San Nicola altre sei volte: l’11 novembre 1995  (3-1 all’Ucraina per le qualificazioni all’Euro 1996), il 28 marzo 2007 (2-0 alla Scozia, per le qualificazioni all’Europeo 2008), l’1 aprile 2009 (1-1 con l’Irlanda, per le qualificazioni al Mondiale 2010), quindi le amichevoli del 10 agosto 2011 (2-1 sulla Spagna), del 4 settembre 2014 (2-0 all’Olanda nel giorno dell’esordio di Antonio Conte da ct), l’1 settembre 2016 (1-3 con la Francia per l’unica sconfitta dell’Italia a Bari nel giorno del debutto di Giampiero Ventura da ct). Tra le presenze azzurre, da ricordare il trionfo dell’Italia Under 23 contro la Turchia per 5-1 nella finale dei Giochi del Mediterraneo 1997.

In generale, fino al 2001 il San Nicola visse un decennio dorato, con il Bari protagonista di nove campionati in serie A e solo tre in B. Continui i record di affluenze e di incasso: per media spettatori lo stadio barese in tale periodo è sempre stata nella top ten italiana. Il 29 maggio 1991 un altro pienone fa da cornice alla finale della Coppa dei Campioni, vinta dalla Stella Rossa di Belgrado ai rigori sull’Olympique Marsiglia. Tra gli eventi di rilievo, da ricordare pure i mega concerti di Antonello Venditti, Vasco Rossi, Adriano Celentano, Eros Ramazzotti, Gigi D’Alessio, Ligabue, Laura Pausini e Biagio Antonacci.

Dal 2001, tuttavia, lo stadio è entrato in fase calante dati gli otto campionati del Bari in B che spesso hanno generato enormi vuoti sugli spalti. Nel frattempo, sono emersi i primi logorii: la caduta dei petali della copertura, il mal funzionamento dei tabelloni luminosi. L’ultima illusione con il ritorno del grande pubblico è nel fortunato biennio 2008-10 con l’esaltante promozione dei galletti in A con Antonio Conte e la sorprendente stagione successiva condotta al decimo posto nel massimo campionato con Giampiero Ventura. Quindi, la nuova retrocessione ed il conseguente abbandono. Il fallimento del 2014 ha di nuovo posto lo stadio all’attenzione generale: proprio nel dramma, la speranza venne dal San Nicola gremito che spinse i biancorossi fino ai playoff persi in semifinale con il Latina. Lo stadio divenne pure il set del film “La meravigliosa stagione fallimentare”. Sia nel biennio di Gianluca Paparesta, sia in quello di Cosmo Giancaspro, Bari fu leader per affluenza di pubblico in B. Ma il 16 luglio 2018 il club cadde nel secondo default.

Da quasi vent’anni il Comune di Bari dialoga con l’entourage di Renzo Piano per il restyling dello stadio: l’eliminazione della pista di atletica, l’avvicinamento del campo agli spalti, la riduzione dei posti dai 60mila attuali a circa 45mila, la riqualificazione dell’area circostante nella quale potrebbe sorgere un centro sportivo, nonché un nuovo quartiere sono i cardini di un progetto che attende fondi per la sua realizzazione. Intanto, l’ente locale ha provveduto alla sostituzione dei seggiolini (ora di colore biancorosso) nelle tribune Est ed Ovest stanziando risorse per allargare l’intervento all’intero impianto. La nuova scommessa è riportare il San Nicola ai fasti di 30 anni fa: la condizione imprescindibile è avere un Bari da serie A che trascini i tifosi sugli spalti dello stadio dei sogni.

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1 mese fa

😍😍🐔🐔👏👏

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1 mese fa

Pubblico da altri palcoscenici

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1 mese fa

Però lo stadio della vittoria accanto alla fiera del levante è sempre nel mio cuore.

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1 mese fa

esteticamente è bello ma non è funzionale al calcio!!!!

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1 mese fa

Auguriiii astronave

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1 mese fa

Bari – Milan 2 -0 Monelli Scarafoni? se non ricordo male era il Milan di sacchi

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1 mese fa

Sarebbe stato perfetto senza quella maledetta pista di atletica!!😬

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