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Utopia e realtà: tutti gli scenari per il Bari

La decisione della Figc sarebbe ideale per il club, ma nella migliore delle ipotesi si giocheranno i play off.

Da una parte la situazione ideale. Dall’altra, la consolazione che forse lo scenario peggiore è scongiurato. Il Consiglio Federale, in ogni caso, apre al Bari una serie di compromessi da non disprezzare. La decisione della Figc che punta a portare a termine tutti i tornei professionistici sarebbe quella esattamente auspicata dalla proprietà biancorossa. Che avrebbe otto giornate a disposizione ed un calendario nettamente favorevole (cinque turni interni, appena tre esterni) non solo per consolidare il secondo posto che ai play off nel formato originale si tradurrebbe in una partenza agevolata dai quarti di finale, ma anche per provare addirittura il primato della Reggina, pur distante nove lunghezze.

Ma l’utopia si scontra con la realtà. Che comunque narra di una Lega Pro allo stremo delle forze economiche, con pochissime realtà in grado di ottemperare ai protocolli sanitari, con la volontà acclarata di una grande maggioranza di team di non proseguire la stagione corrente, persino con l’ostinata resistenza del presidente Ghirelli che continua a rivendicare la delibera di un’assemblea per tanti versi poco attendibile. Tutto ciò rende poco probabile una ripresa a pieno regime.

E se da un lato questa situazione non è positiva, dall’altro la Figc ha comunque rimesso il pallone al centro del campo, spazzando via in tribuna i criteri a tavolino e persino entrando a gamba tesa sulle teorie per archiviare (eventualmente) i tornei, proponendone di nuove e più oggettive. Dunque, è lecito pensare che il compromesso tra il tutto (una ripresa secondo il regolamento originale) ed il niente (il torneo cristallizzato con le promozioni di Monza, Vicenza, Reggina e Carpi) possa essere quantomeno la disputa dei play off promozione. Affrontando le compagini che hanno i requisiti per disputarli, pensando ad un format che potrebbe variare, ma che comunque sarebbe smaltibile in meno di tre settimane. A quel punto, tornerebbe in ogni caso il campo il giudice supremo. Le incognite restano, le tempistiche sono ignote, è presto per dire che e garanzie siano assolute. Ma in un mare di interrogativi, la soddisfazione della famiglia di De Laurentiis poggia su una certezza: adesso al Bari dovrebbe essere almeno concessa l’opportunità di determinare il proprio destino. Di questi tempi, non è poco.

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