Il Presidente dell’Assocalciatori proclama lo stato di agitazione per tutelare il diritto alla salute dei tesserati
Non accenna a rientrare il caos che sta interessando il calcio italiano in questa fase di emergenza legata al coronavirus. Il presidente dell’Associazione italiana calciatori Damiano Tommasi – che si era detto contrario fin da subito al regolare svolgimento delle partite dopo l’emanazione di un ulteriore decreto con misure ancora più restrittive delle precedenti imposte dal governo – ha proclamato lo sciopero dei calciatori italiani.
Coronavirus, AIC proclama sciopero: il comunicato
“Nellāintento di tutelare il diritto fondamentale alla salute dei propri associati, anche al fine di garantire la loro incolumitĆ potenzialmente lesa da un pericolo alla propria salute grave ed immediato proclama lo stato di agitazione e indice lo sciopero per le giornate del 08/03/2020 de del 09/03/2020, riservandosi la proclamazione di ogni ulteriore azione collettiva.
Come noto, il Paese si trova in una situazione di emergenza sanitaria a causa dell’esplosione epidemiologica del COVID-19 che, da ultimo, ha portato il Governo ad adottare nuove misure di contenimento dell’emergenza, valevoli dal 08/03 al 03/04 e che, nello specifico, prevedono il divieto di ingresso e di uscita dalla Lombardia e dalle Province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria.
Come noto, nella citata āzona di sicurezzaā sono previste limitazioni strettissime, tra le quali a titolo esemplificativo e non esaustivo, spiccano la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, la sospensione degli eventi pubblici, la chiusura anche dei musei, palestre, piscine, teatri, centri sociali e culturali, il blocco dei concorsi pubblici ad esclusione di quelli per il personale sanitario, la sospensione delle cerimonie civili e religiose, comprese quelle funebri, nonchĆ© lāingresso contingentato allāinterno dei locali commerciali e delle attivitĆ di ristorazione. Si tratta, dunque, di misure che rispondono alla logica necessitĆ di evitare assembramenti di persone e contatti tra le stesse a distanza inferiore di un metro al fine di contenere la diffusione del COVID-19.
Tuttavia, si apprende che le restrizioni non riguardano gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, che vedono coinvolti i nostri associati, in quanto: āresta consentito lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonchĆ© delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, allāinterno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero allāaperto senza la presenza di pubblico.
In tutti tali casi, le associazioni e le societĆ sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano.
Non vi sono ad oggi e anche a causa del brevissimo tempo dallāemanazione delle varie normative, tuttavia, indicazioni circa le misure idonee che consentano il rispetto integrale del diritto alla salute dei lavoratori sportivi, in particolare considerando il carattere necessariamente nazionale del campionati professionistici e la necessitĆ di trasferte organizzate per la celebrazione di ogni partita, e ciò determinandosi uno stato di assoluta incertezza sulla corretta modalitĆ di esercizio dellāattivitĆ lavorativo-sportiva”.


