L’ex attaccante dei biancorossi racconta il siparietto di cui è stato protagonista con il tecnico dell’Inter e ricorda la sua sintonia con Barreto, come oggi tra Simeri e Antenucci
“Mi piaceva troppo piacere rivedere mister Antonio Conte, ma la mia domanda in conferenza stampa è nata per caso. Era comunque una domanda da fare. Il suo 4-2-4 di Bari, poi, è un ricordo fantastico per me, ieri è stato bello abbracciare il mister dopo una partita non troppo fortunata per la sua Inter”. L’ex attaccante del Bari Vitaly Kutuzov, che ha fatto sognare i tifosi del galletto insieme a Barreto, racconta ai microfoni di Radio Selene, per Passione Bari Extra Time, il suo intervento da giornalista nella conferenza stampa post partita di Lazio-Inter ieri sera.
Spiegato il suo inedito ruolo di intervistatore, Kutuzov ritorna sul Bari analizzando il campionato dei galletti: “Il presente dice che il Bari di oggi è una squadra che deve lottare per avvicinarsi alla vetta. Serve creare entusiasmo, serve avere gente sugli spalti. Ma vedo una squadra con grande qualità, con Antenucci su tutti. Un giocatore che fa 17 gol non può essere criticabile, poi ci sta che i tifosi desiderino una presenza costante in ogni fase dell’azione. Ma fare 17 gol non è mai facile, soprattutto se si tratta di gol decisivi”.
Kutuzov-Barreto dieci anni fa, oggi Simeri-Antenucci. Il giocatore bielorusso, imbeccato sulla possibile analogia, non si sbilancia ma porta alla mente i suoi ricordi da giocatore biancorosso: “Paragonare due coppie di attaccanti e due squadre in tempi tanto diversi è molto difficile. – dice – Sono categorie diverse. Quello che ricordo del passato è che io arrivai in un gruppo in cui non serviva nulla per inserirsi: era tutto facile. Il lavoro con il professor Ventrone non è stato semplice dal punto di vista fisico, ma dal punto di vista tattico era tutto fatto”.
In quel Bari di Conte, però, c’era anche un giovanissimo Raffaele Bianco: “Ricordo un ottimo giocatore, aveva qualità e quantità. Ma all’epoca era molto giovane e aveva voglia di incidere, caratteristiche che ha tenuto immutate. Cosa mi sento di dire alla tifoseria? Di stare con la squadra, aiutare e fare critiche costruttive. Serve questo equilibrio con la società. Bisogna fare il possibile, poi se l’avversario ti arriva davanti ci si leva il cappello e gli si fanno i complimenti. Una ruota di focaccia come premio? Se fatta bene non è un danno, poi è sicuramente un premio per un giocatore”.



MR. KUTUZOV.-.- DOVE ABITAVI TU A BARI IN VIA PICCINNI,, IN FRONT,, NEL PANIFICIO C”E” IN UN QUADRO, SULLA PARETE,, UNA TUA MAGLIA DELLA BARI.-.- LOVE-..-.
Una favola bellissimadi entrambi a lieto fine serie A
Grande Kutuzov.