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Bari, la ricetta di Lopez: “Con la maglia biancorossa sulle spalle, serve maggiore personalità”

La Gazzetta del Mezzogiorno ha intervistato l’ex centrocampista, capitano dell’ultima promozione dalla C alla B.

“Chi indossa la maglia biancorossa, deve essere in grado di far valere il blasone di un club storico ed imporre la propria legge su qualsiasi avversario”, parola di Antonio Lopez. La Gazzetta del Mezzogiorno ha intervistato il capitano dell’ultima promozione ottenuta dal Bari dalla C alla B (nel 1984). Domenica scorsa Lopez ha visto dal vivo il derby di Puglia. E si è fatto un’idea precisa del gruppo allenato da Vincenzo Vivarini.

“Sono rimasto molto impressionato dall’approccio alla gara”, afferma Lopez. “Il Bari era determinato, è partito a gran ritmo ed è riuscito ad intimidire una squadra solitamente arrembante come il Monopoli. Tuttavia, è bastato il gol subito a far sparire tante certezze. Il Bari è tecnicamente forse anche migliore della Reggina. Ma rispetto ai calabresi forse pecca in personalità. Ho sentito Vivarini più volte chiedere di dominare le gare ed ha ragione. Questo step non è stato ancora raggiunto appieno. Vorrei vedere in tutti la rabbia di lasciare la serie C. Sia da parte della società, sia della squadra: il Bari non può rimanere in questa categoria. Non mancano la forza economica e le qualità per ottenere la promozione, fosse pure attraverso i play off”.

L’ex numero dieci dei galletti si esprime anche sulla rincorsa alla Reggina: “Che sia possibile o no acciuffare i calabresi cambia poco. Mancano 13 gare: non sono poche, ma nemmeno moltissime. Serve il massimo sforzo: se non arriva il primo posto, non deve sfuggire il secondo per affrontare al meglio i play off. Pure noi, un po’ come il Bari attuale, avevamo pareggiato parecchie gare, perdendone poche, ma l’era dei tre punti a vittoria richiede marce più alte. La continuità comunque è importante perché dà stabilità nel morale ed impedisce a chi segue di accorciare le distanze. In tal senso, l’opera di Vivarini è stata egregia. L’errore originale è stato perdere due mesi nei quali la squadra  non è riuscita a sintonizzarsi sulla precedente guida tecnica”.

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