L’ex centrocampista biancorosso è intervenuto ai nostri microfoni ricordando le sue stagioni con il galletto sul petto e fornendo la sua opinione sulla stagione attuale
Romano di nascita, barese d’adozione, Daniele De Vezze è uno dei calciatori che i tifosi del Bari ricorderanno sempre per aver fatto parte della squadra che nel campionato 2008-2009 conquistò la promozione dalla Serie B alla Serie A, con una splendida cavalcata guidata dal condottiero Antonio Conte. Oggi 39enne De Vezze è ancora in attività e indossa la maglia dell’United Sly FC, formazione barese che milita nel Girone A del campionato di Promozione pugliese.
La tua esperienza in biancorosso è durata soltanto un paio di stagioni ma è stata ugualmente molto intensa vista la promozione ottenuta con Conte. Che ricordi hai di quell’annata?
“È durata poco sul campo è vero, ma alla fine sono rimasto a vivere qui. Fosse stato per me avrei finito la mia carriera nel Bari. Ricordo con grande emozione non solo il primo anno, quello della promozione che rimarrà nella storia ma anche la stagione successiva in cui arrivammo al decimo posto in Serie A. Il ricordo più bello? Sono tutti belli, mi sembra quasi di fare un torto a sceglierne uno particolare. Se proprio devo dirne uno, però, dico la festa promozione col pullman scoperto per le strade della città”.
Il destino poi ti ha riportato a Bari, dove vivi da diversi anni e soprattutto continui a divertirti con la maglia della Sly nonostante l’età che avanza.
“Sì oggi faccio parte del progetto Sly United, partito tre anni fa e i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti. É una realtà che si sta radicando e sta facendo cose fantastiche: ha vinto tre campionati di fila. Puntiamo ad arrivare nei professionisti e io mi auguro di poterli aiutare il più possibile, dentro e fuori dal campo (De Vezze gestisce anche la scuola calcio della Sly ndr). Sono del parere che si dovrebbe simpatizzare per una realtà simile. Un motivo di orgoglio per la città, mi auguro che negli anni a venire possa avere più seguito, non solo sui social ma anche sugli spalti”.
Nel tuo percorso da calciatore quale allenatore ti ha segnato in positivo? Chi in negativo?
“Ho avuto la fortuna di lavorare con tecnici importanti. Penso a Cesare Prandelli alla Fiorentina, anche se solo per qualche mese. Tra gli allenatori che mi hanno segnato di più, però, è impossibile non citare Antonio Conte. Anche mister Ventura è un ottimo tecnico”.
A proposito di allenatori: recentemente il Bari ha cambiato guida tecnica, affidandosi a Vivarini. Ti aspettavi che i galletti potessero avere tutte queste difficoltà? Pensi possano ancora puntare alla promozione diretta?
“I campionati a volte non si vincono con i nomi ma con tante altre dinamiche che in Serie C bisogna mettere a posto il prima possibile. Spero che il cambio di allenatore porti qualcosa di positivo. Mi auguro che i giocatori si calino nel gioco della Serie C, perché non è facile per chi viene da categorie superiori. Penso che loro debbano adattarsi al campionato come hanno fatto l’anno scorso e poi si sono adattati. Per quanto riguarda la promozione diretta trovo che il Bari abbia ancora tutte le carte in regola per farcela anche se ci sono 3-4 squadre attrezzate per dargli fastidio”.


