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Bari, i numeri di un disastro (quasi) annunciato

Tre sconfitte in sette partite, gioco scolastico e prevedibile, confusione tattica. Alla fine ha pagato il tecnico

Inutile negarlo. In molti tra i supporter biancorossi avevano storto il naso quando, lo scorso 10 maggio, Luigi De Laurentiis aveva confermato Giovanni Cornacchini per la successiva stagione. Ed anche tra gli addetti ai lavori c’era più d’una perplessità sulla riconferma di un tecnico che già in Serie D, nonostante la facile vittoria del girone I, non aveva mai convinto appieno, soprattutto nel ritorno. I ko con Cittanovese, Turris e Nocerina, al pari delle tante, striminzite e sofferte vittorie contro avversari nettamente inferiori sul piano tecnico (ma mostratisi a tratti superiori sul piano dell’organizzazione), erano stati accolti da una pioggia di critiche. Critiche solo in parte messe a tacere dalle vittorie.

La società ha fatto di tutto per provare a mettere il tecnico nelle condizioni di lavorare bene. La squadra è stata costruita, fatto quasi inedito nella storia del club pugliese, in largo anticipo e con l’innesto di giocatori di assoluto livello per la categoria. E in effetti il precampionato aveva confermato le belle speranze con le vittorie contro avversari di categoria superiore come Pisa e Salernitana. I primi mugugni sono cominciati con l’esordio in Coppa Italia Serie C, aperto con una balbettante vittoria contro una Paganese a corto di preparazione. Sette giorni dopo il primo disastro, ad Avellino, contro un avversario messo peggio degli azzurrostellati. Al Bari bastava un pareggio per ottenere un passaggio del turno che in molti, vista la disparità di valori in campo, davano praticamente per scontato. E’ finita con un 1-0 che ha cominciato a mandare in subbuglio la tifoseria.

In campionato le cose non sono andate meglio. A Lentini il Bari ha vinto per 2-0 ma il migliore in campo è stato il portiere Frattali, decisivo in almeno tre occasioni. Da incubo l’esordio interno con la Viterbese, squadra che solo pochi giorni prima aveva dovuto cambiare allenatore. Gli ospiti, pur senza strafare, hanno mostrato per tutto l’arco di gara maggior ordine a livello tattico e maggior freschezza a livello atletico. L’1-3 finale è stato accolto da una salva di fischi dal pubblico del San Nicola ed ha fatto scoppiare il bubbone cresciuto progressivamente nei mesi precedenti. A Rieti la panchina del tecnico non è saltata solo per l’incredibile suicidio dei padroni di casa che, in vantaggio per 1-0, finiti in inferiorità numerica non sono più riusciti a difendersi efficacemente ed hanno subito la rete del sorpasso all’ultimo minuto di recupero. Il pareggio nello scontro diretto con la Reggina, ottenuto con un gol irregolare e dopo un primo tempo da film dell’orrore, ha solo allungato l’agonia del tecnico. Agonia che ha trovato la sua degna e logica conclusione a Francavilla in quella che, ironia della sorte, è stata la partita in cui il Bari, pur senza incantare, ha prodotto di più in termini di occasioni da rete. Il bilancio 2019/20 di Giovanni Cornacchini si chiude così: 3 sconfitte in 7 gare ufficiali, 9 gol fatti e 9 gol subiti e tre mesi di lavoro praticamente buttati all’aria, tra continui cambi di modulo e giocatori. Sperando che questo gravissimo errore di valutazione commesso dalla società non comprometta la stagione.

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