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Scala: “Il Bari ha fatto il massimo. Adesso parlerà il campo. Cornacchini…”

Il club manager del club pugliese invita l’ambiente a compattarsi attorno a tecnico e calciatori

Dopo due mesi intensi di trattative, acquisti e cessioni, Matteo Scala fa il punto sul mercato biancorosso. Lui, l’uomo che ha costruito tassello dopo tassello la rosa del Bari non ha dubbi: “Siamo soddisfatti di quanto abbiamo fatto e possiamo ritenere il mercato chiuso; sarà solo il campo a dirci se le nostre scelte sono state giuste. Di certo la Proprietà in questi due mesi non si è mai tirata indietro. Dispiace per l’infortunio di Folorunsho che speriamo torni presto a disposizione del mister; credo che la rosa sia completa”.

Nelle ultime ore di calciomercato il club manager biancorosso ha messo a segno gli ultimi due colpi, portando Bianco e Awua alla corte di Cornacchini: “Awua era un nostro obiettivo da luglio; avevamo la parola di Angelozzi nel caso in cui si fosse mosso. È un giocatore che ha fame e lo scorso anno ha fatto vedere grande qualità. Bianco non era previsto, ma quando ho capito che avrebbe potuto liberarsi, ho testato le sue motivazioni. Può essere un giocatore in grado di darci un grande contributo”.

Inevitabile un passaggio sulla battuta d’arresto casalinga contro la Viterbese, che però non desta preoccupazioni secondo Scala: “Non è una questione di modulo, quanto di capacità di calarsi in questa categoria. Avere un gruppo nuovo ci ha creato qualche difficoltà, è normale; si deve trovare il giusto equilibrio. Per questo invito tutti ad avere grande pazienza. Lo scorso anno per esempio, abbiamo fatto poca preparazione estiva e siamo partiti subito forti, ma siamo arrivati cotti alla fine del campionato. Quest’anno invece abbiamo fatto tutta la preparazione estiva con carichi molto pesanti e un leggero calo fisico è fisiologico, ma il lavoro precampionato ci tornerà utile più avanti quando conterà chi corre di più. È chiaro che dobbiamo farci tutti un esame di coscienza, e dovremo farlo ogni volta in cui affronteremo delle difficoltà. Ma non solo: sono convinto che ci si debba sempre chiedere il perché delle cose, che si vinca o che si perda”. 

E fa quadrato attorno a mister Cornacchini e alla squadra: “Quando si perde è riduttivo e troppo facile dare le responsabilità all’allenatore; è un giochino molto facile nel calcio italiano. C’è massima fiducia nel mister, nello staff e nella rosa. Senza se e senza ma, perché si procede uniti verso l’obiettivo. Si sta lavorando bene, al di là degli episodi sfavorevoli; le aspettative sono molto alte. Nulla è lasciato al caso. A nessuno piace perdere, neanche a noi e non siamo contenti di come è andata contro la Viterbese, non lo eravamo neanche dopo Lentini. I fischi sono giusti e li portiamo a casa. Come dice sempre il mister, se non si vogliono pressioni non si viene a Bari. Ora però l’importante è stare compatti e uniti. Per questo ai tifosi dico di avere pazienza e fiducia: sarà un campionato lungo e difficile, contro il Bari giocheranno tutti la partita della vita. Questo non vuol dire cercare alibi, ma essere consapevoli della categoria in cui si gioca per essere pronti ad affrontare questo tipo di partite. Questa categoria non ci compete, ma per vincere il campionato serve comunque un’impresa. Dobbiamo lavorare il doppio, i tifosi ci staranno vicini come gli scorsi 90 minuti. Sarà battaglia fino alla fine, contro avversari validi e più pronti perché abituati alla categoria, ma sono certo che questo gruppo abbia la giusta forza per arrivare all’obiettivo”.

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