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Bari: rosa quasi al completo. Cosa manca ancora ai galletti?

L’organico biancorosso è radicalmente cambiato rispetto allo scorso anno con giocatori che hanno portato qualità ed esperienza. Perché sia completo al 100% però, forse manca ancora qualcosa…

Il 25 agosto avrà inizio il campionato di Serie C. Un torneo al quale il Bari ha conquistato il diritto di partecipare vincendo il Girone I dello scorso campionato di Serie D e ottenendo così l’immediato ritorno tra i professionisti dopo il fallimento della F.C. Bari 1908. Il salto di categoria e l’ambizione di centrare una storica doppia promozione, hanno indotto la dirigenza barese a rinnovare profondamente l’organico.

La costruzione della nuova squadra, tuttavia, è partita da una conferma che è stata quella del tecnico Giovanni Cornacchini e del suo staff, ai quali – pur al netto di un gioco che non sempre è stato brillantissimo nell’arco della stagione – è stata rinnovata la fiducia. Un aspetto decisivo per la prosecuzione del rapporto lavorativo con il tecnico di Fano è stata la sapienza con cui ha saputo gestire una rosa assemblata in fretta e furia e composta da un mix di giovani, semi-sconosciuti e calciatori importanti.

Per quanto riguarda la rosa, invece, c’è stata una vera e propria rivoluzione: della squadra che ha vinto lo scorso campionato di Serie D sono rimasti soltanto Marfella, Di Cesare, Nannini (ceduto in prestito al Piacenza), Feola, Bolzoni, Hamlili, Neglia, Floriano e Simeri. Non c’è stata la conferma per il 40enne Brienza, al quale era stato offerto un ruolo da responsabile per il settore giovanile, ma che ha preferito prendersi un momento di pausa per riflettere sul da farsi.

Il club manager Matteo Scala, con il determinante contributo del duo Giuntoli-Pompilio (uomini di fiducia della famiglia De Laurentiis che già lavorano per il Napoli), ha avuto il merito di consegnare a Cornacchini gran parte della rosa con cui lavorerà quest’anno, già durante il ritiro di Bedollo. La porta è stata rinforzata con l’innesto dell’esperto Gigi Frattali che avrà il ruolo di titolare e contribuirà alla crescita del promettente Marfella. In difesa, Di Cesare ha assunto i gradi di capitano ereditando la fascia che apparteneva a Brienza: accanto all’ex Parma sono arrivati Alessio Sabbione dal Carpi e Marco Perrotta dal Pescara, oltre al giovane Giuseppe Esposito, ex primavera del Napoli, unico dei giovani in prova dal club partenopeo a strappare la conferma. Grande abbondanza sulle corsie laterali dove sono arrivati  Filippo Costa a sinistra, Filippo Berra e Bruno Cascione a destra e il jolly Francesco Corsinelli, impiegabile su entrambe le fasce.

La mediana, ripartita da Bolzoni e Hamlili, si è arricchita di qualità e muscoli con gli innesti di Manuel Scavone, Michael Folorunsho e Andrea Schiavone. Importante anche l’acquisto del polivalente Tomasz Kupisz, calciatore forte fisicamente e duttile, in grado di giocare al centro e sulla fascia. Si passa poi all’attacco – unanimemente ritenuto il reparto più forte della categoria – che oltre a Simeri e Floriano, può contare su un pezzo da 90 come Mirco Antenucci, sceso addirittura dalla Serie A. Oltre all’ex SPAL, ci sono anche Franco Ferrari e Eugenio D’Ursi, autori di 10 e 14 reti nello scorso campionato di C dove si sono messi in mostra come due dei prospetti più interessanti.

Inutile dire che con una corazzata del genere frutto di una spesa di circa 6 milioni di euro, il Bari ha già catalizzato su di sé l’attenzione di stampa e addetti ai lavori che si sprecano in elogi e previsioni di un campionato senza ostacoli. La realtà, tuttavia, è che per quanto il valore della rosa biancorossa sia indiscutibile, la Serie C è un torneo durissimo e ricco di insidie, per cui il compito dei galletti è tutt’altro che semplice.

Nella prima uscita ufficiale di stagione contro la Paganese si sono già visti alcuni lampi del Bari che sarà: contro i campani i biancorossi hanno tentato di imporre il proprio gioco, dando l’impressione di poter far male ogni volta che la squadra decide di alzare i ritmi. Al tempo stesso – complice una condizione non ancora al top – due disattenzioni sono costate altrettanti goal. E forse è proprio in difesa che ai galletti manca ancora qualcosa.

Sabbione e Perrotta sono due ottimi acquisti: ancora relativamente giovani e con esperienza a sufficienza per affiancare il più attempato Di Cesare e sostituirlo in caso di necessità, mentre Esposito – nonostante le buone cose fatte vedere con la primavera del Napoli con cui ha giocato anche la Youth League – è alla prima esperienza tra i professionisti e rappresenta un’incognita nonostante la stima del mister. Forse, con l’inserimento di un ulteriore difensore centrale di riserva, dotato di maggiore esperienza, la rosa potrebbe davvero dirsi completa al 100%.

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