Dopo le minacce ricevute dalla famiglia Castrovilli nelle ore susseguenti al match interno contro l’Avellino, arriva il comunicato della SSC Bari che ribadisce la vicinanza al proprio tesserato e alla sua famiglia.
Di seguito, la nota del club: “Parliamo spesso di onore, di maglia sudata, del “sacro fuoco” del sacrificio sportivo. Ma poi? poi dimentichiamo il valore fondamentale: l’onore di essere Umani.Ā C’ĆØ un confine netto che ĆØ stato superato, strappato, come una maglia tirata troppo forte. La contestazione ĆØ un diritto, come ĆØ un diritto quello di dissentire, di fischiare, di criticare, anche aspramente. Noi questo lo accettiamo e lo rispettiamo, fa parte del gioco.Ā Ma augurare la morte, la malattia, la sofferenza a una famiglia… questo non ĆØ tifo. Questo ĆØ terrorismo emotivo”
“Siamo vicini a Gaetano, a sua moglie, a suo figlio – prosegue il comunicato -. E cosƬ a tutti i nostri ragazzi e a tutti quelli che, ogni giorno, si trovano a dover combattere contro un odio invisibile e tagliente.Ā Il Bari ĆØ patrimonio di chi lo ama. E chi ama non usa un linguaggio violento, non augura la morte, non perde il rispetto verso un altro essere umano”.



Da Barese mi vergogno, questi personaggi non sono tifosi ma solo spazzatura umana, auguro un buon anno 2026 a Castrovilli e famiglia sperando che con la sua classe ci aiuta a venir fuori da questa brutta posizione di classifica.