Tra i tanti compiti che attendono il nuovo tecnico Fabio Caserta, c’è anche quello di scegliere chi dovrà essere il capitano del Bari. La permanenza di Francesco Vicari in biancorosso è in bilico: reduce da due stagioni poco brillanti, il centrale difensivo arrivato in Puglia nell’estate 2022 potrebbe cambiare aria e accasarsi altrove.
La fascia di capitano potrebbe andare sul braccio di Mattia Maita, così come già capitato diverse altre volte nel corso della passata annata a causa dei molteplici guai fisici accusati dall’ex Spal. Per il centrocampista siciliano (che qualche giorno fa ha festeggiato l’arrivo del secondo figlio) sarebbe un’ulteriore investitura visto anche l’imminente rinnovo del contratto.



La politica locale è, più’ precisamente, il Comune di Bari ha in mano una carta vincente per spodestare De Laurentis e soddisfare le giuste richieste della maggior parte dei tifosi. Non rinnovare nel 2026 la convenzione per l’utilizzo del S. Nicola alla Filmauro. E’ una decisione drastica che potrebbe comportare effetti negativi ma e’ l’unica strada sicura e decisiva. Dispiace per gli ultras i quali potrebbero nel prossimo campionato andare a tifare Bari in un qualsiasi campo del territorio campano che dovvrebbe essere scelto dalla Filmauro fino al 2028! Bisogna spingere in questo senso. Pan per focaccia. Vediamo se i signori politici ne saranno capaci!
Chi ama una squadra, la protegge. Chi la usa, la gestisce con freddezza, puntando al minimo sforzo per il massimo risultato economico. È quello che abbiamo vissuto in questi anni. Un Bari tenuto sempre a galla, mai davvero affondato ma neppure mai spinto verso la riva. Una squadra e una piazza trattate come un ramo d’azienda, da chi qui non vive, non tifa, non trema quando il pallone balla sull’incrocio.
Chi prende in mano un club come il Bari ha il dovere di rispettarne la storia, la gente, la passione che brucia anche quando la classifica è grigia. Ma questo rispetto non si compra: o ce l’hai dentro, o no. E chi ha avuto il Bari in questi anni ha dimostrato più interesse per i bilanci che per le bandiere. E allora viene spontaneo chiedersi: perché il Bari non è finito nelle mani di chi ci tiene davvero?
Ma veramente pensate che ai tifosi interessi chi sia il prossimo capitano? A Bari giornalismo cieco e sordo.
Oggi il calcio è un’industria. I club non sono più sogni, sono asset. Il Bari non fa eccezione, anzi, ne è conferma. La storia recente del club biancorosso è figlia diretta di questa trasformazione: una società che non è finita nelle mani di chi la ama, ma in quelle di chi ha visto un’occasione di guadagno, d’interesse. E quando accade questo, non c’è spazio per il cuore.
Un Presidente che non ha mai amato questa città ma solo interessi economici non serve per il nostro calcio barese.
Questa società e questa squadra non appartiene a Bari.
Straziante tutto ció.
Findus
Edjouma o Pucino per Usucapione
Maita anche se rimane Vicari
Ma perché Vicari sta ancora a Bari??? Angor non s ne sciut!??