La pioggia che scende battente sugli spalti e sul terreno di gioco del San Nicola, una città intera pronta a esplodere di gioia, uno stadio intento a cantare a squarciagola per celebrare il ritorno in Serie A a dodici anni di distanza dall’ultima volta: è il ritorno della finale playoff di B tra il Bari e il Cagliari e il parziale, dopo l’1-1 maturato in terra sarda nella gara d’andata, è fermo sullo 0-0 (risultato che promuoverebbe i biancorossi in virtù del miglior piazzamento al termine della regular season).
Poi, in pieno recupero, arriva una sterzata di Zappa su Maita dalla destra: il cross è preciso, Caprile non esce, Zuzek non legge bene la situazione, ne approfitta Pavoletti che sbuca dal nulla e manda in frantumi i cuori di migliaia di tifosi pugliesi. Vincono e fanno festa i rossoblù di mister Ranieri, per il Bari è la notte più amara della storia recente.
Due anni esatti sono trascorsi da quel momento, ma la sensazione è che la piazza sia rimasta ferma lì, immobile e squarciata da una ferita che fa fatica a rimarginarsi. 11 giugno 2023-11 giugno 2025: fa ancora terribilmente male. Come e forse più di allora.



Angoooor!
Io non ricorderei più questo evento, né oggi e nemmeno domani. Anche perché, ogni volta tornano a galla le teorie – piuttosto stupide – di chi sostiene che è stato tutto programmato per non andare in A. Tutto studiato a tavolino, secondo alcuni. Compreso il palo di Folo all’87 sullo 0 a 0. Folo non sarà un fuoriclasse in campo. Ma come cecchino, non ha rivali!
Tutto programmato il goal gli ultimi secondi per evitare qualsiasi reazione perché in serie A il bari nn può andare altrimenti devono vendere e dove trovano una tifoseria come bari che nn c’è l’hanno nemmeno a Napoli