“Ho sempre avuto un grande senso di responsabilitĆ verso le maglie che indossavo. Ok, il calcio ĆØ un gioco, ma una maglia rappresenta una cittĆ , una storia, tifosi che piangono e gioiscono. A Bari e Livorno ho avuto la cittadinanza proprio per il senso di appartenenza: la gente mi vedeva come uno di loro”.
Igor Protti racconta il suo calcio. Intervistato da La Gazzetta dello Sport (di Nicola Binda), ricorda alcuni passaggi della sua avventura in biancorosso e non solo. “Capocannoniere in A retrocedendo? Una gioia offuscata, anche se a Bari dopo l’ultima partita con la Juve siamo usciti tra gli applausi di 40mila spettatori”.
Dal Bari all’Inter? “SƬ, avevo un accordo, ma lāInter doveva vendere uno deiĀ suoi. Non lāha fatto e quindi ho rinunciato. Mi ha preso la Lazio ed ĆØ andata benissimo lo stesso, Cragnotti stava costruendo la grande squadra che poi avrebbe vinto scudetto e coppe”.


