18 dicembre 1999-18 dicembre 2024: son trascorsi 25 anni – un’enormitĆ , se ci si pensa -, ma nessuno nel capoluogo pugliese potrĆ mai dimenticare quello che avvenne in quella fredda serata pre natalizia al San Nicola.
IlĀ BariĀ giocava in Serie A (un qualcosa che a queste latitudini, purtroppo, si ĆØ visto ben poco in epoca recente) e affrontava la fortissima InterĀ di Lippi; mister Fascetti sorprese tutti gettando nella mischia due ragazzini sconosciuti dal primo minuto in avanti, tali Hugo Enyinnaya e Antonio Cassano. Quello che avvenne, le conseguenze che ebbero le scelte del tecnico toscano su quella partita sono elementi che ormai fanno parte della storia ultracentenaria del club biancorosso.
Prima la rete del giovanissimo nigeriano ad aprire le danze, poi il pareggio diĀ VieriĀ a far tornare tutti con i piedi per terra, infine la magia che non ti aspetti, quella che decide la gara: il lancio di Perrotta dalle retrovie, il clamoroso aggancio volante di Cassano, il rientro sul destro e il piattone vincente a battere Ferron sul suo palo.
Tripudio vero nell’Astronave di Renzo Piano, per una nottata divenuta leggenda. Una nottata che fece conoscere il nome del talento barivecchiano a tutta l’Italia calcistica. Fu un lampo di genio, forse l’unico ricordo ‘dolce’ che lega il classe 1982 alla sua cittĆ di nascita.



Con quel goal ha vissuto di rendita per quasi tutta la sua carriera. Giocatore e uomo sopravvalutato per non dire altro. Pura veritĆ e mi fermo qui nonostante sia mio paesano