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La geografia della prossima Serie B: il Bari l’unica pugliese, a Genova la trasferta più lontana

Sono 12 le regioni al momento rappresentate (potrebbero essere 13 con il Palermo), a Benevento la tappa più vicina

Con la promozione in A del Monza e la conseguente permanenza in cadetteria del Pisa, in attesa di capire chi tra Padova e Palermo uscirà vincitore dai playoff di Serie C, va via via completandosi il quadro delle partecipanti alla Serie B 2022/2023 che vedrà tra le 20 protagoniste al via anche il Bari di mister Mignani, reduce dal trionfo nel Girone C della terza serie nazionale. 18 le avversarie già note, diverse le tappe di prestigio che attendono i biancorossi, altissima la competitività di un campionato che da molti viene considerato come uno di A2. Niente male come modo di riaccogliere una compagine, quella pugliese, che fa ritorno nel ‘calcio che conta’ dopo i quattro anni di inferno e purgatorio vissuti tra D e C e successivi al fallimento dell’estate 2018. Le ambizioni, quando ti chiami Bari e rappresenti una delle città più popolate e calorose d’Italia, non possono che essere elevate, ma servirà buon senso nel non pretendere traguardi fuori portata per quella che resta pur sempre una neopromossa.
Possibile, pur inserendo un doveroso punto interrogativo legato all’ultima promossa (che potrà essere cancellato soltanto il 12 giugno dopo il ritorno tra siciliani e veneti), strutturare una sorta di geografia della prossima cadetteria. 12 – potrebbero essere 13 in caso di salita del Palermo – le regioni al momento rappresentate: a comandare la speciale classifica è l’Emilia Romagna, avente dalla propria tre rappresentanti (Modena, Parma e Spal) e raggiungibile soltanto dal Veneto (che ha già Cittadella e Venezia) in caso di promozione del Padova. Subito a seguire, tutte e tre a quota due, ecco la Lombardia (Brescia e Como), la Calabria (Cosenza e Reggina, ma occhio alla posizione a rischio del club amaranto) e l’Umbria (con Perugia e Ternana). A chiudere, tutte con una rappresentante a testa, le Marche (Ascoli), la Campania (Benevento, ma anche in questo caso c’è incertezza sul futuro societario), la Sardegna (Cagliari), il Lazio (Frosinone), la Liguria (Genoa), la Toscana (Pisa) e il Trentino Alto Adige (Sudtirol). Assente certe in pratica soltanto la Valle d’Aosta, il Piemonte, il Friuli Venezia Giulia, l’Abruzzo, il Molise e la Basilicata.
Sarà il campionato di tutti, quello che anche più della A riunirà nello stesso contesto l’intera nazione; sarà la stagione del ritorno alle trasferte lunghissime dopo anni trascorsi prettamente nel sud della penisola (con alcune doverose eccezioni). La più vicina, se verrà chiarita la situazione del club di Vigorito, sarà quella di Benevento (200 chilometri di distanza tra le due città), mentre la più lontana sarà probabilmente anche quella più affascinante, a Marassi contro il retrocesso Genoa di mister Blessin: Bari e Genova distano 961 chilometri in automobile, persino di più rispetto a Bari e Bolzano, separate da una decina di chilometri in meno; in compenso, però, quella del Druso sarà l’unica trasferta inedita per i ragazzi di Mignani che hanno affrontato il Sudtirol nella loro storia solamente tra le mura amiche un mesetto fa in occasione della prima giornata di Supercoppa di Serie C. Per il resto, in programma ci saranno diversi viaggi affrontati parecchie volte nelle ultime permanenze in B precedenti al fallimento: si tornerà a Padova contro il Cittadella, artefice dell’eliminazione dei biancorossi negli ultimi playoff disputati in B nel 2018, si tornerà al Tardini per fronteggiare un Parma che è stato l’ultimo avversario esterno in regular season in quella stessa stagione. Grande curiosità, infine, per la tappa del San Vito Marulla di Cosenza, stadio che il Bari non frequenta dal lontano 2002/2003 (anche se l’ultimo incrocio assoluto, disputato al San Nicola in Coppa Italia, risale al 2016).
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