Il fantasista foggiano si presenta in conferenza stampa
Christian Galano, fantasista del Bari, parla in conferenza stampa per la prima volta da quando è tornato nel capoluogo pugliese. Queste le sue dichiarazioni:
LA NUOVA VITA IN BIANCOROSSO – “Sono particolarmente legato a questa piazza, per me è sempre un onore indossare questa maglia, ce l’ho nel cuore. Appena si è presentata l’opportunità non ho avuto dubbi, spero di raggiungere un sogno con questa maglia. Il sogno resta quello di arrivare in A”.
LA POSIZIONE – “Io sono a disposizione del mister e della squadra. Sono arrivato in una squadra già molto forte che sta già facendo grandissime cose, voglio dare il mio contributo. Sono consapevole di essere arrivato in una squadra che gioca un calcio diverso rispetto a quelle che sono le mie caratteristiche. Non è che se una squadra non gioca con l’esterno io non posso più giocare a calcio. Qualora il mister dovesse chiamarmi in causa, sono pronto a dare una mano”.
LA CONDIZIONE – “Io sto bene, ma è chiaro che, non giocando da tanto, mi manca la brillantezza e il ritmo partita. Per rendere al meglio ho bisogno di giocare, non ci metto nulla entrare in condizione. Contro il Messina, quando sono entrato, la partita si era messa in modo complicato, ma quando sono entrato mi sono sentito bene. Lavoro quotidianamente per riprendere la migliore condizione”.
LA TRATTATIVA – “E’ successo tutto all’improvviso. Il procuratore verso la fine del mercato mi ha fatto sapere che il Bari mi voleva. Non avevo tante scelte, avevo qualcosina in Serie B, ma Bari vale più anche di alcune piazze di A”.
IL DIVENTARE PAPA’ – “E’ un’emozione indescrivibile, è stato uno stimolo in più per tornare a Bari perché anche la mia compagna è di Bari. E’ uno stimolo in più per fare bene”.
IL MANCATO APPRODO IN A – “Mi dispiace tantissimo, ma non voglio parlare di sfortuna. L’opportunità della A mi è sempre stata negata negli anni, anche perché probabilmente sono stato assistito da gente che mi ha sempre impedito di fare questo salto. Evidentemente ci devo andare con il Bari, l’ho sempre detto fin da bambino. Che sia a 35 o a 40 anni, non importa”.
IL FALLIMENTO DELL’ESTATE 2018 – “Io non sono scappato da nessuna parte. E’ chiaro che un ragazzo di 26 anni cerca di ambire a qualcosa di bello e di importante. Penso che la maggior parte delle persone mi possa capire, non c’è nulla da spiegare. Un conto sono calciatori con una certa età come Brienza e Di Cesare, un altro ero io con tutta la carriera davanti”.
PESCARA – “A Pescara sono stato bene, ma sono stati due anni pesanti. Con Auteri tante cose non sono andate bene, io volevo andare via ma loro mi hanno trattenuto. A Pescara hanno parlato tanto di me, io sono sempre stato zitto e ho lavorato, non mi abbasso ai loro livelli. Il passato è passato, ora sono qui e questo conta”.
IL RICORDO DELLA SEMIFINALE PLAYOFF PERSA A LATINA – “In quel periodo stavo male, mi facevo punture per stare in campo, volevo esserci a tutti i costi. Meritavamo la finale, ma sappiamo tutti come è andata”.
LE TROPPE PAROLE DA AVELLINO – “Avellino? Devono pensare in casa loro. Loro hanno paura e vogliono metterci pressione, noi stiamo facendo un campionato bellissimo. Non dobbiamo avere paura di nessuno, neanche dell’Avellino”.
L’APPELLO AI TIFOSI – “Io so quanto può dare la tifoseria a questa squadra. A noi calciatori dispiace, anche contro il Messina sarebbe potuta andare diversamente con la spinta dei tifosi. La squadra è prima in classifica e sta dando loro tante soddisfazioni, spero possano tornare in massa allo stadio”.


