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Tutto l’amore di Simeri: “Bari, con te per sempre”

L’attaccante biancorosso tra playoff, passato e futuro: “Qui ho tutto quello che mi serve: sogno la serie A con questa maglia”.

Simone Simeri si confessa in una lunga intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno. Analizzando il suo mondo a 360 gradi: dall’annata in corso al futuro. “Se guardo la mia stagione ripenso che in avvio mister Cornacchini non mi considerava adatto al suo progetto”, afferma Simeri. “Poi c’è stato il ribaltone in panchina: Vivarini mi voleva già ad Ascoli, mi ha dato fiducia, gli devo molto. Il torneo si è fermato sul più bello, ma una delle mie risorse è la positività. Ero a casa, senza fidanzata e genitori. Ma in quel momento la pandemia mieteva tante vittime: mi sentivo fortunato pensando a chi soffriva. Mi sono cimentato nei dolci: sono diventato bravino. Quanto è avvenuto ha persino rinviato il mio matrimonio al 2021. Ci tenevamo a vivere questo evento con gioia, senza incubi e limiti. Speriamo che tra un anno del coronavirus sia scomparso anche il nome”.

Il lockdown ha interrotto pure la trattativa per il rinnovo del suo contratto:  “Il dialogo è sereno, ho totale fiducia nella società. Sono pronto a firmare in un qualsiasi momento. Se non mi cacciano, resto a Bari per sempre. Qui ho tutto quello che si possa desiderare: il mare, la vicinanza con Napoli, l’affetto della gente. Che succede se non conquistiamo la B? Non voglio nemmeno contemplare questa ipotesi. In ogni caso, la carriera conta, ma la vita di più. Bari per me è la priorità su tutto. Ai playoff non dovremo pensare a chi incontreremo. Siamo il Bari, dobbiamo avere sicurezza nei nostri mezzi, ma allo stesso tempo essere feroci, umili, concentrati su ogni palla, fino alla fine. Per noi la spinta decisiva potrebbe arrivare dal San Nicola: se riapriranno gli stadi, il nostro può essere un’arma letale”.

Il centravanti napoletano a 27 anni apre il cassetto dei sogni: “Arrivare in serie A con il Bari. Sono certo di poter dimostrare di valere il massimo campionato. Un operatore di mercato mi ha paragonato a Ciccio Caputo. Ed in effetti abbiamo caratteristiche comuni: attacchiamo la profondità, dialoghiamo con i compagni. Anche lui è arrivato in A non giovanissimo: spero di emularlo”.

 

 

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