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Bari, la serie B arriva con la riforma? Ipotesi rivoluzione nel calcio italiano

Filtrano indiscrezioni secondo cui il format di Serie B e Serie C potrebbe cambiare radicalmente dopo l’emergenza covid

Lo scoppio della pandemia di coronavirus ha messo in ginocchio la maggior parte dei settori dell’economia, non risparmiando neanche il mondo del calcio, costretto a fermarsi per garantire la sicurezza di atleti, addetti ai lavori e tifosi. Mentre imperversa il dibattito sull’eventuale ripresa, le conseguenze del blocco dei campionati sono oggetto di discussione da quasi un paio di mesi e la maggior parte degli analisti è concorde nel ritenere che saranno particolarmente gravi per leghe come la Serie B e la Serie C, il cui volume d’affari è notevolmente inferiore rispetto alla Serie A.

A tal proposito già da qualche settimana si sente parlare di ipotetiche riforme del calcio italiano, un discorso riferito in particolar modo alla Serie C, categoria che secondo molti dovrebbe tornare alla suddivisione tra club professionistici e semi-professionistici, sulla scorta delle vecchie Serie C1 e Serie C2. Nelle ultime ore, tuttavia, è emerso un ulteriore disegno volto a modificare la struttura del sistema calcistico italiano con la finalità di garantire una maggiore sostenibilità economica ai club. A riportare l’indiscrezione sono stati i colleghi di Sportitalia secondo cui si sta studiando una riduzione del numero dei club professionistici che passerebbero dai 100 attuali (20 in A, 20 in B, 60 in C) a 60.

Le modifiche dovrebbero riguardare unicamente Serie B e Serie C, mentre la Serie A rimarrebbe invariata nel numero di squadre e di retrocessioni. Il campionato cadetto passerebbe da 20 a 40 squadre suddivise in 2 gironi. Le prime 20 squadre sarebbero le attuali componenti della B (che non avrebbe retrocessioni), mentre le altre 20 arriverebbero dalla Serie C. Dovrebbe essere certa la presenza delle prime classificate dei tre gironi (Monza, Vicenza e Reggina) mentre le altre società verrebbero individuate per mezzo di criteri ancora da definire. Di questo scenario puramente ipotetico potrebbe trarre vantaggio il Bari, club che può contare su risultati, storia, bacino d’utenza, strutture e società solida, e che non dovrebbe avere problemi a rientrare nelle 40 squadre della nuova B.

Il campionato cadetto, inoltre, con questa soluzione potrebbe beneficiare di molti più soldi derivanti dai diritti televisivi poiché alle mutualità della Serie B si aggiungerebbero anche quelle della terza serie. La Serie C (dove tante squadre rischiano di non iscriversi al prossimo campionato) cesserebbe di essere una lega professionistica per diventare semi-professionistica o dilettantistica, diminuendo così i costi di gestione dei club.

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Enzo
Enzo
2 mesi fa

Giusto e doveroso!
Vedasi Catania societa’in piena crisi economica cosi come riportato sul web. E forse,seguiranno altri clubs in ordine…
Mi domando, che senso ha parlare di playoff,mini torneo disputato solo alle 2 classificate per l’assegnazione della 4 promossa in serie B ect…ra.
Chiacchiere inutili ,tanto vale discutere di riforme per progetti più seri e fattibili allo scopo di creare piu produttività all’industria del calcio.
Magari limitando il numero degli stranieri 3 per ogni squadra, dando linfa e spazio ai giovani calciatori italiani e alla Nazionale Italiana.
Questa si che sarebbe la risoluzione più geniale.

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