Ancora qualche giorno di pazienza per i galletti che aspetteranno l’assemblea di Lega Pro ed il Consiglio Federale: poi arriveranno istruzioni.
Il Bari non sa molto del suo futuro. Ma, con l’ingresso nella fase 2 della pandemia da coronavirus e l’allentamento del lockdown, cominciano a trasparire le prime tappe di ciò che accadrà nei prossimi giorni. E allora, ecco quali sono gli step principali dell’attività dei biancorossi.
Fino al cinque maggio (giorno del consiglio direttivo della Lega Pro), poco cambierà per Vincenzo Vivarini e la sua truppa. Sarà rispettato l’isolamento in casa: il tecnico e i calciatori proseguiranno i lavori impostati con lo staff del coach di Ari sia con gli strumenti messi a disposizione dal club, sia allungandosi in qualche corsetta, ovviamente in solitaria. Quindi, si attenderanno nuove istruzioni.
Il sette maggio è la prima data chiave. L’assemblea della Lega Pro si riunirà in conference call, con l’obiettivo di portare all’attenzione del consiglio federale una o più soluzioni per la stagione 2019-20 che, salvo improbabili colpi di scena, non potrà riprenderà secondo il format originale. Sarà analizzato l’esposto che il club biancorosso ha già inviato al consiglio direttivo di Lega Pro per scongiurare l’ipotesi di play off virtuali, il cui esito sia determinato tramite sorteggio. Al momento, potrebbero prendere corpo due ipotesi riguardo la quarta promozione in B (le capoliste Monza, Vicenza e Reggina salirebbero di categoria in base alle attuali classifiche): play off in formato ridotto e a porte chiuse in un’unica sede, oppure il varo di una serie di coefficienti (punti, bacino d’utenza, media spettatori sarebbero alcune voci) per stilare una classifica di merito per l’ammissione in cadetteria.
L’otto maggio si terrà il consiglio federale che, di fatto, deciderà la prospettiva del calcio italiano. Sarà varato un possibile calendario in caso di ripresa oppure una strategia per lo stop definitivo dei tornei. Dovrebbero essere decise anche le date della prossima stagione, almeno in linea di massima. Dalla A alla C, potrebbe quindi scaturire una strategia di ripartenza.
Se, come è probabile, la serie C non ripartirà a breve, è facile che alla squadra sia concesso un periodo di rientro a casa. Oltre il tecnico Vivarini, ci sono dirigenti e calciatori che non vedono le loro famiglie da due mesi. Potendo ricongiungersi con i parenti più vicini, a diversi biancorossi dovrebbe essere permesso di rientrare nelle rispettive zone di appartenenza. Sarebbero richiamati in sede soltanto quando l’attività riprenderà in vista di competizioni. E se non si troveranno possibilità di giocare nemmeno una “coda” di campionato, non è escluso che il ritrovo avvenga direttamente in vista della prossima stagione.


