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Binda: “Il Bari deve capire meglio la C. Rivoluzione a gennaio? Sarebbe sbagliata”

Il giornalista della Gazzetta dello Sport ha detto la sua sul Girone C di Serie C e la lotta per la promozione

Il Girone C di Serie C vede in testa la Reggina con 31 punti e un margine di 5 lunghezze di vantaggio sulla Ternana, attualmente al secondo posto. Il vantaggio sul Bari, quinto a quota 23, è addirittura di 8 punti. Una situazione che se non fosse per la lunghezza e l’imprevedibilità di un campionato come quello di terza serie, potrebbe già dirsi abbastanza definita.

Intervenendo ai microfoni di Passione Bari su Radio Selene, il giornalista della Gazzetta dello Sport Nicola Binda  ha detto la sua sugli equilibri del raggruppamento centro-meridionale: “Mi stupisce vedere una capolista così lanciata come la Reggina in un girone tanto complesso come il C. La Reggina conosce questo campionato meglio del Bari e ne sta giovando. Il Bari è alla prima partecipazione, è arrivato in questa C con un allenatore poi ha cambiato scelte. Con Vivarini è iniziata una nuova epoca. Però non basta un organico forte per vincere, servono una serie di componenti”.

Uno dei reparti che finora ha destato le maggiori preoccupazioni è il centrocampo, troppo spesso incapace di rifornire gli avanti biancorossi. Ma le difficoltà potrebbero non dipendere solo dal Bari e da come è stata costruita laa squadra: “Il centrocampo del Bari? Ha calciatori importanti, Bianco può fare la differenza in questo campionato. Ovviamente il cambio di allenatore richiede tempo. Il vero problema però non è nel Bari, quanto nell’approccio degli avversari. Questi campionati non si decidono giocando contro le big, ma contro squadre non di prima fascia come Teramo, Monopoli, Sicula Leonzio e Vibonese, per esempio. Questo è un campionato che il Bari a livello di ambiente deve capire ancora meglio”.

Con una squadra inizialmente allestita per giocare a quattro, il Bari sembra aver trovato la quadratura con il 3-5-2, un modulo che di fatto esclude parecchi dei calciatori tesserati in estate, specie gli esterni. Non è da escludere che a gennaio nel capoluogo pugliese possa esserci un bel viavai sul mercato: “Non credo che il Bari si sia ancora posto questo problema, siamo ancora a inizio novembre. Fare una rivoluzione sarebbe sbagliato: è vero che cambiando modulo qualcosa va rivisto, ma non credo che il Bari abbia bisogno di cinque acquisti per migliorarsi. Magari serve un difensore in più o un paio di esterni più adatti al 3-5-2 anche nei ricambi. Credo che a inizio dicembre la società farà queste valutazioni. Di sicuro gli innesti fatti saranno di rilievo e in tal senso parlo di qualità più che di quantità”.

In chiusura spazio anche per una battuta sul momento della famiglia De Laurentiis, alle prese con lo spinoso caso dell’ammutinamento dei calciatori del Napoli: “Il clima a Napoli? Di sicuro l’arrabbiatura di Aurelio De Laurentiis in questi giorni non è un bel segnale per Napoli, ma non credo che facendo così abbia ottenuto risposte positive, anzi. Il Bari in questo momento mi sembra che gli stia dando magari non le soddisfazioni che si aspettava, quindi non credo veda nero da una parte e rosa dall’altra. Negli anni ci ho avuto a che fare un pochino e credo che più lo si lascia tranquillo e meglio è”.

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