Il rendimento dei biancorossi è decisamente migliore tra le mura amiche: per puntare la vetta la squadra deve iniziare a far risultato anche lontano dal San Nicola
L’evoluzione nel rendimento seguita dal Bari in queste prime 12 giornate di campionato è quantomeno curiosa. Con Giovanni Cornacchini alla guida, i biancorossi hanno conquistato 7 punti nelle prime 5 giornate, 6 dei quali in trasferta, 1 solo in casa contro la Reggina. Nelle cinque gare in cui è stato in carica l’allenatore che l’anno scorso contribuì alla promozione dalla D alla C, i galletti avevano le loro difficoltà più grandi nelle partite in casa (1-3 con la Viterbese e pari con i calabresi).
Dopo la sconfitta nel derby in casa della Virtus Francavilla, il club come è noto, ha cambiato guida tecnica affidandosi a Vincenzo Vivarini. Con l’allenatore abruzzese c’è stata una svolta positiva nel rendimento complessivo, visti i 7 risultati utili messi in fila da Bari-Monopoli a Catania-Bari. Ad ogni modo – come evidenziato da Il Corriere dello Sport – si è creata una discrepanza abbastanza netta tra il rendimento in casa e in trasferta: al San Nicola i galletti hanno ottenuto 10 punti (vittorie con Cavese, Ternana e Catanzaro più il pari col Monopoli), mentre lontano da casa sono arrivati solo 5 punti, frutto della vittoria a Picerno e dei pareggi con Avellino e Catania.
Considerato il distacco di 6 punti dalla capolista Reggina, il Bari deve necessariamente inanellare una serie di vittorie consecutive, unico modo per ridurre il gap. Affinché ciò avvenga è necessario che la squadra di Vivarini trovi al più presto il giusto equilibrio tra le prestazioni in casa e in trasferta, provando a dominare gli avversari anche quando si è lontani dalla propria comfort zone.


