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Bari: a Rieti diversi cambi alla ricerca dell’identità definitiva

Mercato chiuso e rosa definita almeno fino a gennaio: il tecnico biancorosso deve trovare il giusto assetto per la sua squadra già da questa domenica

Terminato il calciomercato, è tempo di pensare esclusivamente al campo. In particolare per il Bari, corazzata del Girone C di Serie C, protagonista di una partenza che non tutti pensavano così complicata. Dopo aver vinto senza convincere sul campo della Sicula Leonzio, i galletti sono caduti in casa contro la Viterbese giocando una brutta partita.

Al centro dell’attenzione c’è soprattutto il tecnico dei biancorossi Giovanni Cornacchini, finito nel mirino della critica con l’accusa di non essere ancora riuscito a donare un’identità alla squadra, nonostante l’anno scorso abbia centrato l’obiettivo promozione al primo colpo e senza troppi patemi d’animo. Il mister ha dalla sua i risultati ma ciò non è bastato ad evitare i mugugni dei tifosi, sfociati lo scorso mercoledì in una veemente aggressione verbale nei suoi confronti mentre raggiungeva l’antistadio. Un episodio deprecabile che va assolutamente stigmatizzato.

Per riportare dalla sua i risultati e il sostegno incondizionato del tifo, Cornacchini dovrà forzatamente apportare dei correttivi, ricercare equilibrio e solidità difensiva. Contro il Rieti (reduce da due sconfitte in altrettante giornate) il Bari dovrà assolutamente evitare disattenzioni.

Al Manlio Scopigno di Rieti il tecnico di Fano cambierà sicuramente qualcosa rispetto all’ultima partita. Al centro della difesa dovrebbe toccare a Perrotta (Sabbione è acciaccato) partire dall’inizio al fianco di Di Cesare, mentre sulla fascia destra Berra (o al limite Corsinelli) prenderanno il posto dell’adattato Kupisz. Potrebbe cambiare qualcosa anche a centrocampo, reparto irrobustito con gli innesti di Bianco e Awua, che ora consente una maggiore possibilità di scelta a Cornacchini.

Altro nodo da sciogliere è come incrementare le possibilità di azionare offensivamente Mirco Antenucci. Per sfruttare al meglio il potenziale del bomber molisano, Cornacchini deve capire se farlo giocare con accanto un centravanti (come avveniva con Petagna nella Spal) oppure schierarlo come perno centrale in un tridente offensivo supportato da due ali.

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