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Folorunsho: “Bari, sogno un gol al debutto al San Nicola. Cornacchini…”

Il giovane nigeriano ha stupito tutti per le sue notevoli doti atletiche

Tra le note liete di questa prima parte di ritiro c’è sicuramente Michael Folorunsho. Il centrocampista nigeriano è stato tra i migliori in campo nell’amichevole con il Pinè. Folorunsho ha mostrato di essere già in ottima condizione.

“Ho cominciato nei campetti di periferia di Roma, andando dietro a mio fratello maggiore che giocava con i suoi amici; mi infilavo tra loro, prendevo tante botte, ma così mi sono formato. Poi i miei genitori ci hanno iscritto a scuola calcio e piano piano ho cominciato il mio percorso. Questa chiamata ha significato tanto per me, dopo due anni in crescendo al Francavilla, durante i quali ho capito che forse potevo fare il calciatore sul serio. In realtà pensavo che passare dalla Primavera alla C sarebbe stato facile, invece all’inizio ho fatto davvero fatica, giocare con i grandi è tutto un altro calcio” ha dichiarato al sito ufficiale del club pugliese.

La svolta per Folorunsho, è arrivata con la chiamata della Lazio. “Era una finale contro l’Ostia Mare, il mister mi venne a parlare prima della partita dicendomi di impegnarmi perché i biancocelesti avevano mandato qualcuno per osservarmi – rammenta – Ero contentissimo, sapevo che dovevo accorciare i tempi se volevo raggiungere il mio sogno. Sono partito in prova con gli Allievi Nazionali e per fortuna è andata bene. Uno dei momenti più belli della mia vita è di certo la prima convocazione in Prima Squadra, in Coppa Italia a San Siro contro l’Inter. Indescrivibile per un ragazzo nato a Roma, tifoso della Lazio, una passione che mi ha trasmesso la mia famiglia, cresciuto con il mito di Paolo Di Canio. Ricordo mia madre emozionata, tutti che piangevano dentro casa, una vera botta di felicità, me la porterò dentro per sempre. Devo tutto alla mia famiglia, mi sono sempre stati vicini; se sono riuscito a rimettermi in gioco dopo tanti problemi che ho avuto e arrivare fino a qui è grazie a loro. Il tatuaggio che sento più mio è questo sul braccio destro, ritrae me e i miei nonni che giochiamo assieme al pallone”.

Eppure fino a pochi anni Folorunsho aveva tutt’altro che un fisico da corazziere: “Da bambino ero cicciottello, poi piano sono cresciuto in altezza, ma è sempre stata una mia dote la fisicità, come anche la capacità di calciare con potenza. E pensare che all’inizio non tiravo mai; ora se ho l’occasione non mi faccio pregare. Spesso la voglia di mettermi in mostra, unita a un fisico importante, ha contribuito a farmi passare per irruento, ma ora, con la maggiore esperienza, ho imparato a controllarmi. Ma di cose da migliorare ce ne sono e ce ne saranno sempre tante, non si arriva mai. Mister Cornacchini e tutto lo staff mi bacchettano e mi danno consigli per migliorare, ma gli stessi giocatori più esperti sono sempre pronti a consigliarti, si mettono a disposizione, sta nascendo qualcosa di importante.

Un ragazzo forte non solo dal punto di vista fisico ma anche da quello caratteriale. “Se ho avuto problemi per il colore della pelle? Con me non attaccano certe cose, anzi più mi insultano, più mi carico; siano benvenuti gli insulti, se ti prendono di mira è perché ti temono. Un sogno? Gol al debutto al San Nicola e vittoria della squadra; poi normale che tutti puntino ad arrivare il più in alto possibile, ma ora importa solo il bene del Bari“.

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