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Kupisz: “Bari non si rifiuta mai. Qui c’è un progetto importante”

Il centrocampista polacco racconta la sua esperienza da calciatore, dagli albori fino all’arrivo in biancorosso

Tra i volti nuovi del Bari 2019/20 c’è anche il centrocampista Tomasz Kupisz. Il 29enne polacco si racconta nel corso di una lunga intervista rilasciata al sito ufficiale del club pugliese: “La mia storia è simile a quella di tanti altri ragazzi; un papà che ti accompagna agli allenamenti nel piccolo club di paese. Mi allenavo con bambini più grandi, non era facile, la differenza era enorme, avevo 10 anni e i miei compagni 13-14, impossibile competere. Sono andato allora a giocare allo Junior Radom e li è andata meglio”.

E’ proprio con la maglia del club della sua città natale che Kupisz si mette in mostra, tanto da essere acquistato a soli 16 anni dagli inglesi del Wigan“Ho sempre sognato di andare a giocare all’estero; poi in Polonia si guarda tanto il calcio inglese, era normale per un ragazzino sognare i prati britannici, giocare con quei campioni. Quando sono arrivati gli emissari del Wigan, non ci ho pensato e ho accettato subito, mentalmente ero motivatissimo, nessun timore, solo felicità. Mi sono allenato sempre con la prima squadra, sono cresciuto tanto, dentro e fuori dal campo, ho anche esordito in coppa, vivendo quell’esperienza alla grande. Si può pensare che per le mie caratteristiche, di corsa e fisicità, il calcio inglese sia il posto ideale, ma non sempre è così. Basta vedere quanti giocatori spagnoli, tecnici, bravi con la palla, siano oggi presenti in Premier, giocatori che fanno la differenza”.

Ma dopo quattro anni trascorsi oltremanica arriva la doccia fredda con il mancato rinnovo del contratto. Kupisz torna nella sua Polonia, dove viene ingaggiato dal Jagiellonia Bialystok: “Ho avuto una grande opportunità, è stato l’anno più importante di tutti, quello della svolta; ho giocato tutte partite in campionato, le qualificazioni in Europa League e poi ho realizzato il sogno di esordire in Nazionale. Esperienza che mi ha dato tantissimo e forse, per gli errori di un giovane che vuole arrivare lontano il prima possibile, ho raccolto un po’ meno di quello che avrei potuto”.

Nel settembre del 2013, un nuovo trasferimento all’estero, stavolta in Italia, con il Chievo Verona che si assicura le prestazioni del calciatore: “Quello italiano è uno dei campionati più prestigiosi d’Europa, la chiamata della Serie A un motivo d’orgoglio. Nonostante l’annata difficile per tutta la squadra, ci siamo salvati e qualche ricordo bello rimane indelebile nella mente come l’esordio contro l’Inter battuta 2-1».

Ma alla corte dei mussi volanti Kupisz ci rimane poco, nel gennaio 2015 gli tocca scendere di categoria. Una Serie B che diverrà la sua casa per le successive quattro stagioni: “A Cittadella mi hanno dato tanta fiducia, poi a Brescia i miei migliori anni in Italia, senza saltare una partita; poi Cesena, Novara, Livorno e Ascoli. Rimpianti? Forse sono le piccole cose a non essere girate nel verso giusto, come dovevano. Ma nel calcio non puoi vivere di rimpianti, di quello che poteva essere e non è stato; nel calcio devi guardare avanti, solo così puoi centrare i tuoi obiettivi».

Adesso c’è una nuova sfida, tornare tra i cadetti con i biancorossi: “Bari non si rifiuta, in qualsiasi categoria. Se poi c’è un progetto così importante è davvero impossibile. So che ci sono tanti calciatori che solo aspettano una chiamata tanto importante. Io sono davvero felice di essere qui, dal primo giorno ho trovato un gruppo sano, di bravi ragazzi; stiamo facendo un lavoro importante e dobbiamo farlo al massimo perché sarà fondamentale più avanti. Se sapremo continuare su questo binario sono certo che potremo toglierci grandi soddisfazioni”.

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