Cassano: “Legato a Bari e al Bari, è la squadra del cuore. Nel 2015 volevo tornare, ma…”

L'ex calciatore a teatro in città e si racconta

Antonio Cassano torna a Bari per “Viva El Futbol”, lo show al Teatro Team lunedì sera. “Sarà molto emozionante, sono legato alla città in cui sono nato, in particolare al mio quartiere, Bari vecchia. È stata la mia salvezza, mi ha fatto crescere velocemente”, dice il talento barese.”Se seguo il Bari? Sempre, ci mancherebbe. La mia carriera è partita da lì, è il club che mi ha lanciato nel grande calcio”

Cassano racconta anche la possibilità di tornare in biancorosso, poi il cambio di idea: “Dopo Parma ho pensato di tornare a Bari, peraltro con un contratto importante per la B all’epoca. Mi sarebbe piaciuto, ma ero in fase calante, ho pensato alle grandi aspettative dei tifosi e del club. Temevo di fare brutte figure e di deludere. Non me lo sarei perdonato nella mia città e a quel punto ho preferito tornare a Genova con la Sampdoria chiudendo la carriera dove già vivevo”.

Le polemiche

I baresi hanno sempre rimproverato a Cassano l’aver “dimenticato” la propria città. Chissà che lo spettacolo teatrale non possa riavvicinare le parti.

Intervista di Giovanni Longo su La Gazzetta del Mezzogiorno.

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9 mesi fa

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9 mesi fa

Rinnegato

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9 mesi fa

Continua a dire fesserie!!

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9 mesi fa

Per riabilitarsi agli occhi dei baresi dovrebbe comprare il Bari…

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9 mesi fa

Tutto questo accanimento contro Antonio Cassano è francamente eccessivo, oltre che ipocrita. Cassano è un barese. Lo è sempre stato, fino al midollo. E sfido chiunque a nascere e crescere in quel contesto, con quella fame addosso, con quella durezza quotidiana, e uscirne “pulito”, educato secondo i manuali del perbenismo borghese.

Antonio Cassano ha tutta la mia stima. Il suo carattere ribelle non è un capriccio, ma una conseguenza. È figlio di una crescita nella cattività, nella mancanza, nell’assenza di filtri e protezioni. Non è stato cresciuto per piacere, ma per sopravvivere. E quando da un giorno all’altro ti ritrovi catapultato dal nulla a un mondo di soldi, fama e aspettative, non esiste un libretto di istruzioni. Ognuno li gestisce come può, con gli strumenti che ha.

Pretendere che Cassano si trasformasse improvvisamente in un prodotto patinato, educato, allineato, è un atto di violenza culturale. È chiedere a un uomo di rinnegare le proprie radici per essere accettato. Ma Cassano non ha mai chiesto di essere accettato: ha sempre chiesto solo di essere se stesso.

E forse è proprio questo che dà fastidio. La sua autenticità brutale, il suo rifiuto di recitare una parte, la sua incapacità — o il suo rifiuto — di piegarsi al copione.

Lasciatelo in pace.
Perché Cassano non è un esempio da correggere: è una storia da capire.
E Bari, nel bene e nel male, scorre ancora tutta dentro di lui.

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9 mesi fa

Ma con che coraggio..!

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9 mesi fa

Ma non era l’ Inter 🤡

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9 mesi fa

Volere è potere , camin vattin non sei grato al Bari vattinnnnnnn

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9 mesi fa

Rimani dove sei

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9 mesi fa

Statt a cast’ rmmat’ vattin’

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