Si batte ripetutamente la mano sul petto, ha segnato il secondo gol in tre partite, ringhia avvicinandosi alla Curva Nord ma ha gli occhi lucidi: lo sguardo del guerriero sollevato dal fardello della battaglia, ma già proiettato alla prossima. Valerio Di Cesare, l’inossidabile capitano del Bari, si è regalato l’ennesima serata da incastonare nella sua lunghissima carriera da calciatore. Gioia, tristezza, palpitazioni: ne ha vissute tante il vecchio leone Valerio, ma a testa sempre alta.
Perentorio in difesa, killer spietato in area avversaria: quattro centri in campionato che hanno portato punti pesantissimi al Bari, ben otto. Quelle lacrime stavolta, non sono di tristezza, portano in dote molta, tanta rabbia. E la testa è alla prossima sfida, da affrontare con ardore e coraggio. Alla soglia dei quarantuno anni, che compirà proprio a Terni, in occasione della sfida di ritorno contro gli umbri. Paradiso o inferno, non ci saranno mezze misure. E’ il destino degli eroi, caro Valerio.


