“Da piccolo andavo in curva al San Nicola. Sono diventato il capitano del Bari, questo è il mio più grande orgoglio. Sono partito dalle giovanili e ho raggiunto la Serie A”. Antonio Bellavista racconta la squalifica per calcioscommesse, la carriera, il Bari.
“Alle 5 del mattino la polizia è entrata in casa mia con un provvedimento di custodia cautelare. Da Bari mi hanno portato a Cremona. Ho visto il cancello del carcere chiudersi alle mie spalle, in quel momento ho iniziato a razionalizzare. Così è iniziato l’inferno”, ricorda l’ex capitano del Bari.
Pentito? “Assolutamente sì. Durante le indagini della Procura di Cremona sembrava che fossi uno dei principali responsabili. Invece non era così. Ecco perché ho subito chiarito la mia posizione in tribunale ammettendo le responsabilità che avevo”.
Intervista su La Gazzetta dello Sport.



Come si fa ad avere una faccia a presentarsi boh ?
Come i politici
Adesso mangia dai calcetti