No, non doveva andare a finire così. Non lo meritava Michele Mignani, allenatore che in poco più di due anni ha riscritto pagine importanti di storia calcistica biancorossa e uomo di una signorilità e di una correttezza priva di precedenti a queste latitudini, non lo meritava il rapporto di amore instaurato tra il tecnico genovese e il Bari, due parti che insieme sono riuscite nell’impresa di far tornare a sognare un’intera città dopo anni di cocenti delusioni.
Il capoluogo pugliese rende omaggio e saluta il condottiero della promozione dalla C alla B, la guida tecnica della promozione sfiorata e sfumata sul più bello – questa volta dalla B alla A – poco meno di quattro mesi fa. Quell’11 giugno, quel gol di Pavoletti a due minuti dal termine del ritorno della finale playoff contro il Cagliari rimarranno per sempre gli snodi chiave di quanto sta accadendo in queste ore concitate: se addio doveva essere, sarebbe stato meglio farlo maturare a margine di quel dramma, prima dell’inizio di un’estate e di un mercato che avrebbero stravolto – e non di certo per responsabilità di Mignani – il gruppo resosi protagonista del miracoloso biennio 2021-2023.
Adesso, dopo le promesse non mantenute su fantomatiche plusvalenze da reinvestire sul mercato in entrata e dopo la costruzione di una rosa evidentemente non all’altezza di quella dello scorso anno, scaricare le colpe sull’allenatore è troppo facile e riduttivo. E’ vero, quando le cose non girano – e le cose non stanno affatto girando, sicuramente anche per qualche demerito di Mignani – il primo a pagare è sempre il tecnico, ma la brutta figura (anche e soprattutto dopo il rinnovo di contratto fino al 2025 dello scorso luglio) resta.
Un gran peccato, per davvero. Al netto di quelle che possono essere le idee intorno al nome del suo successore designato, quel Pasquale Marino che dovrebbe approdare nel capoluogo pugliese nelle prossime ore. Si chiude nel peggiore dei modi una pagina di storia intensa e intrisa di forti emozioni, una pagina di storia destinata a rimanere scolpita nella memoria collettiva.



Mignani ha scontato la colpa di continuare a guidare la squadra di una Società con il pelo sullo stomaco e indegna di appartenere al mondo dello sport. Credevo che la feccia del calcio fosse solo una prerogativa della Juventus (basta vedere il suo curriculum giudiziario per capirlo), ma non avevo ancora conosciuto i De Laurentiis…
Magnani sei un signore per i veri tifosi baresi, ti auguro una squadra che ti faccia lavorare con più tranquillità con un direttore sportivo e presidente più leali
POLITO VATTENE
DE LAURENTIS VATTENE
Quando le cose vanno male l’allenatore paga in prima persona, in bocca al lupo per il tuo futuro mister
Pur non condividendo troppo il modo di far giocare la squadra, poca intraprendenza e inventiva nel creare gioco, ho apprezzato tanto il tecnico e l’uomo. Certamente non è stato né giusto né onesto esonerarlo per primo. La responsabilità maggiore è fuori di dubbio della proprietà e in secondo luogo del direttore sportivo; l’allenatore ha commesso un solo errore: aver accettato la pessima campagna acquisti. Questa volta i De Laurentis hanno sbagliato tutto e di grosso, offendendo i yifosi e la città vdi Bari
Ho apprezzato molto di Mr.Mignani l’essere misurato e soprattutto di poche parole, ho apprezzato invece molto meno la gestione dei playoff. Il 12 Giugno avrebbe dovuto dimettersi (o la società decidere di non proseguire cn lui).Gli auguro buona fortuna per le sue prossime esperienze ma, soprattutto auguro migliori fortune al Bari che non merita questo pessimo trattamento da parte di chi gestisce la società.
Magnani non ha colpe ! Cacciate Polito.
😂😂😂 che super Bari quest’anno 😂😂😂
Ma con quale faccia sfottevate il palermo dicendo che era una società satellite! Voi in confronto siete in cestino dei rifiuti del Napoli 🤣🤣🤣🤣