L’esterno offensivo, protagonista indiscusso della bella vittoria di Castellammare di Stabia, contro il Potenza ha lasciato in 10 la squadra per un’ingenuità: nella sua metamorfosi repentina, l’immagine della stagione biancorossa
Dal paradiso all’inferno in appena quattro giorni: Manuel Marras è il perfetto simbolo di un Bari che, messi alle spalle i primi tre quarti di stagione, non riesce ancora a trovare la tanto agognata continuità. Nelle prestazioni, negli episodi e nei risultati. L’esterno ex Livorno, protagonista indiscusso del bel blitz compiuto mercoledì in quel di Castellammare di Stabia (sue le due marcature biancorosse in terra campana), non è riuscito a ripetersi ieri al cospetto del Potenza. Una verità, questa, che lo accomuna all’intera restante parte del gruppo, parso lontano parente di quello esibitosi al “Menti”. L’aggravante? L’espulsione rimediata a partita praticamente finita a causa di un fallo francamente evitabile.
Minuto 90 della sfida con i lucani: Volpe tenta una scorribanda al limite dell’area avversaria, ma viene fermato in tackle dal classe 1993, già precedentemente ammonito. Un intervento ruvido, rischioso, ma soprattutto inutile in quel momento dell’incontro. Doppio giallo e conseguente rosso, pesante non tanto ai fini del match in corso quanto in ottica Ternana (soprattutto se si considera la già precaria situazione dell’attacco barese). Un’ingenuità -probabilmente figlia della frustrazione- che non ci si aspetta da uno come lui, sette centri stagionali e addirittura tre doppiette all’attivo.
La sua assenza al “Liberati” è destinata a farsi sentire parecchio, il suo gesto rischia di rimanere l’immagine più appropriata per descrivere il campionato del Bari fino a questo momento: incostante, umorale (ora sono otto le espulsioni stagionali) e non affidabile. Insomma, una vera e propria altalena.



Sclerotico..