Bari, Ciofani: “Io più uomo e più calciatore grazie alla fede”

Il difensore biancorosso si racconta in una lunga intervista sui canali ufficiali. Dal calcio alla fede, fino alla famiglia e al rapporto con suo fratello, un percorso totale nella sua vita

“Il fatto di essere tranquillo al di fuori del campo proviene dalla fede. Un po’ di anni fa ho cominciato a leggere la Bibbia, a frequentare la chiesa Evangelica a metter da parte l’io e a occuparmi della fede. Non sono più io, in quanto Matteo, al centro del mondo perché per me al primo posto c’è Gesù. Questo non significa che un calciatore che è cristiano in campo non è cattivo o non ha agonismo, è solo un’etichetta e veniamo definiti finti preti. Ma siamo solo convinti di quello che facciamo con i valori umani giusti”. Matteo Ciofani si racconta sui canali ufficiali del Bari, racconta di sé, del suo rapporto con la fede che ricade su tutti gli aspetti della vita. La sua serenità d’animo viene proprio da questo ed è grazie a questo che riesce ad essere sempre professionale e serio nelle cose che fa.

LA FAMIGLIA

“Il rapporto con mio fratello Daniel è fantastico, ci capiamo al volo, siamo in simbiosi. – spiega Ciofani – Il fatto di aver giocato cinque anni assieme ci ha aiutato tantissimo e son convinto che la distanza da me non gli ha fatto bene. Viceversa io sono riuscito a vivere questo distacco in modo meno traumatico. L’appassionato di calcio è lui, io mi sono adattato. Nostro padre vede tutte le partite e ci ha sempre seguito. Quando mio fratello è andato via da casa per primo io dovevo seguire le sue orme. E ci sono riuscito anche se non pensavo di poter fare il calciatore a buoni livelli”. Così nel matrimonio è persona leale e onesta: “Per me il matrimonio è una cosa seria, è un impegno vero e serio. E i figli sono una benedizione ma li devi seguire. Non è tutto rose e fiori ovviamente perché determinano un certo impegno perché hanno bisogno di attenzioni. E nel mondo di oggi in cui siamo sempre distratti da social, tv e altre cose a volte li trascuriamo. Loro ci danno dei messaggi che a volte non capiamo ecco perché dobbiamo essere molto più attenti nei loro confronti”.

IN CAMPO

Sono un calciatore schematico, riesco ad assimilare i concetti del campo e riesco a riportarli. L’esperienza di Frosinone mi ha fatto capire che con un gruppo di amici, o quasi fratelli, si possono raggiungere dei traguardi incredibili. Quell’esperienza ha fatto sì che capissi quanto è importante mettere tutto me stesso in campo: preferisco fare una copertura fatta bene se in quel momento c’è un pericolo per la squadra. Tutti gli allenatori hanno riconosciuto questo aspetto e mi hanno sempre preso in considerazione”.

Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Quindicesima sconfitta in campionato per la formazione biancorossa...
La gara al San Nicola è appena terminata: queste le pagelle biancorosse di labaricalcio.it...
Le reti siglate da Rouhi, Abiuso e Bouah, tutte arrivate nel secondo tempo, mandano al...

Altre notizie