L’ex direttore sportivo biancorosso ricorda i suoi trascorsi e commenta lo stato attuale della squadra di Gaetano Auteri
“Domani (sabato, ndr) ci sarà Paganese-Bari e tiferò Bari, sicuramente. D’altronde quando sento Bari inizio a emozionarmi, è una cosa fuori dal normale”. Così l’ex direttore sportivo del Bari Guido Angelozzi alla vigilia della quattordicesima gara di Serie C nel Girone C. Ai microfoni di Radio Selene, nella trasmissione Passione Bari Extra Time, Angelozzi ricorda i suoi trascorsi nella città di San Nicola: “La meravigliosa stagione fallimentare resterà sempre nel mio cuore. La dedica dei ragazzi? La ricordo, era il nostro motto di aggregazione e della ricerca del risultato a tutti i costi. Cantavamo “Cirincinci”, aggregava la squadra, lo staff e i tifosi”.
Il direttore sportivo, attualmente nel Frosinone, commenta anche lo stile di Auteri nel tenere la squadra con la giusta tensione: “Fa bene, ho saputo che qualcuno tra i giocatori magari non ha gradito le critiche. Auteri è stato un mio giocatore quando ho iniziato a fare il ds, ha tanta personalità e non ha peli sulla lingua, dice sempre quello che pensa ed è fondamentale che ci sia rispetto dei ruoli. A Bari così come nelle grandi città le critiche ci sono sempre, così come gli apprezzamenti. Questo Bari è forte, formato di professionisti seri come Di Cesare, Antenucci e tanti altri. Se se la prendono vuol dire che ci tengono”.
D’altronde il Bari deve guardarsi da una concorrenza agguerrita nel suo Girone: “La Ternana è un’ottima squadra, di qualità. Se la possono giocare ma ci aggiungerei anche l’Avellino, il Teramo e il Catania in questa corsa. C’è il Palermo, che era partito pensando di fare una passeggiata e ha avuto le difficoltà che ha avuto il Bari l’anno scorso”.


