Il Bari e la prima volta senza gol al passivo: ecco come può cambiare la difesa

Nella retroguardia biancorossa il terzetto composto da Celiento, Sabbione e Di Cesare sta conquistando i galloni da titolare. Ciofani e D’Orazio in pole sulle fasce.

Il primo “clean sheet” stagionale per trovare l’assetto perfetto. Dopo i cinque gol subiti nei primi tre turni di campionato, la difesa del Bari era finita inevitabilmente sotto osservazione. Ma ora si affaccia una traccia base. Daniele Celiento, ad esempio, è un intoccabile e non soltanto per la straordinaria vena realizzativa. L’ex Catanzaro è l’elemento più rapido della retroguardia e, grazie alla sua capacità di cambiare mansioni in corsa, può anche consentire di passare dal 3-4-3 di partenza allo schieramento a quattro, nel quale assume i compiti di terzino destro. Sembra aver ormai conquistato la maglia di centrale puro Alessio Sabbione che per tempismo e carica agonistica resta uno degli uomini più reattivi tra i Galletti. Ha destato impressioni positive pure il giovane Alessandro Minelli che, però, attualmente parte tra le immediate alternative.

La sorpresa riguarda il centrale sinistro: tale maglia sta finendo sulle spalle di capitan Valerio Di Cesare. Un ruolo che il navigato difensore romano ha più volte interpretato in carriera, pur essendo un destro. Meraviglia, in verità, che debba sobbarcarsi un lavoro che richiede grande reattività a ben 37 anni. Ma non è semplice rinunciare alla sua esperienza, al carisma, nonché all’ormai noto “vizietto” del gol. Il profilo di “ruolo”, però, sarebbe Marco Perrotta, ma il 26enne molisano è reduce da un avvio di torneo in estrema difficoltà: già balbettante in Coppa Italia con la Spal, è naufragato a Cava dei Tirreni. Anche la situazione dei laterali si va definendo: Matteo Ciofani sembrava in partenza, ma, complici gli intoppi fisici di Cristian Andreoni e qualche incertezza di Francesco Corsinelli, sta conquistando la corsia destra. La sinistra, invece, è saldamente in mano a Tommaso D’Orazio, l’unico mancino naturale tra gli elementi di fascia. Auteri ha provato nel ruolo anche Daniel Semenzato che, però, sembra ancora lontano da standard fisici idonei al calcio intenso predicato dal coach di Floridia.

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