Il centravanti biancorosso è l’unico infortunato nella truppa di Auteri. “Posto in squadra, matrimonio, rinnovo del contratto: pian piano recupererò le cose belle che mi sono perso”.
“Il 2020 non è stato un anno positivo”. Simone Simeri non vuole essere pessimista, ma l’anno in corso gli ha riservato più dolori che gioie. Ma il centravanti napoletano, dal ritiro del Bari a Cascia, rilancia la sfida: “Ho disputato una buona stagione, ma l’epidemia da coronavirus ha interrotto il campionato, ci ha privato dei tifosi: con la loro presenza i playoff avrebbero avuto un’altra storia. Non ho potuto giocare la partita più importante dell’anno e soffro moltissimo insieme ai tanti sostenitori che me lo ricordano, convinti di un esito differente con me in campo. E’ stato rinviato il mio matrimonio, è saltata la promozione in B alla quale tenevo tantissimo, così come il rinnovo con il Bari che ancora non si è concretizzato. Ma riprenderemo tutto con il tempo. Nessuno pensava che avrei corso fin dal primo giorno di ritiro e invece sto recuperando in anticipo sulla tabella di marcia. Mi porrò obiettivi ancora più grandi e darò tutto pur di raggiungerli”.
Il 27enne partenopeo giura ancora fedeltà al Bari parlando della sua esultanza. “Il gesto della cresta del gallo è nata a Bari per un omaggio al simbolo di questa squadra e ad un attaccante come Belotti che stimo particolarmente. Questo gesto è diventato il mio segno distintivo, ma è inscindibilmente legata a questa esperienza. Se mai dovessi andare via, quell’esultanza morirà qui. Tuttavia, spero di essere utile anche a mister Auteri. Non ho ancora lavorato con lui, ma ogni volta che passo a bordo campo sento le sue urla, gli incitamenti, percepisco il suo carisma. Sta inculcando una dote molto importante: andare oltre la fatica. Una caratteristica che forse ci è un po’ mancata lo scorso anno. Spero di mettermi quanto prima a sua disposizione”.


