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La riflessione di Bellinazzo: “Gestire Bari e Napoli non è semplice, ma parcheggiare i biancorossi in B non è un affare”

La Gazzetta del Mezzogiorno ha intervistato il giornalista del Sole 24 Ore che analizza il caso multiproprietà dopo le parole di Aurelio De Laurentiis.

Le recenti parole di Aurelio De Laurentiis che ha confermato la ferma volontà di non privarsi del Napoli, hanno acceso il dibattito pure a Bari. Le norme vigenti impediscono alla stessa proprietà di avere due squadre nella massima categoria e allo stato attuale ai galletti toccherebbe fermarsi in B, nella migliore delle ipotesi. Sull’argomento la Gazzetta del Mezzogiorno ha sentito Marco Bellinazzo, giornalista del Sole 24 ore e tra i massimi esperti italiani di sport e business. “Le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis sono comprensibili: il Napoli calcio costituisce ormai almeno il 90% del business della Filmauro che nel tempo ha nettamente centellinato le produzioni, attestandosi su un giro d’affari di circa venti milioni. Il Napoli, invece, ha un patrimonio attivo di oltre 100 milioni che arrivano a 200 se si considerano tutti gli asset accessori alla vita della società”, afferma Bellinazzo. “Tuttavia, i De Laurentiis sono imprenditori illuminati ed hanno intuito le potenzialità di una piazza appassionata come Bari. L’obiettivo finale non può essere diverso dalla serie A che frutterebbe solo di diritti televisivi una somma non inferiore ai 35 milioni, ai quali vanno aggiunti proventi da botteghino certamente alti, così come le sponsorizzazioni. Confinare il Bari in B, invece, significherebbe perdere setto-otto milioni all’anno: non sarebbe un affare conveniente”.

Bellinazzo, quindi, spiega come possa evolversi la vicenda multiproprietà: “Sperare in un cambiamento delle norme mi pare ardito. Semplicemente, ci sarà un momento in cui i De Laurentiis dovranno operare una scelta e cedere uno dei due club. Il Bari possiede già una struttura che, in caso di promozione in B, possa puntare al doppio salto. Con l’indotto che si ritrova, il club biancorosso proiettato verso la A varrebbe non meno di 70-80 milioni e, considerando un investimento di 20-25 milioni complessivi per la scalata dalla D al massimo campionato, svilupperebbe un’eventuale plusvalenza decisamente conveniente. Allo stesso modo, una proposta dai 500 milioni in su per il Napoli sarebbe un maxi affare irripetibile. Non metto in dubbio la parola del presidente Aurelio De Laurentiis, ma se davvero avesse rifiutato 700-800 milioni, avrebbe commesso un errore. Soltanto il mercato potrà determinare la scelta. L’offerta più conveniente orienterà la decisione. Scontato, però, che Napoli abbia ambizioni massimali e che lo stesso Aurelio De Laurentiis ha dichiarato di non poter rischiare un indebitamento di 300 milioni per una squadra da scudetto. Bari, invece, garantirebbe un cammino più cadenzato, costruendo un team che come primo obiettivo avrebbe il radicarsi in serie A.

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1 mese fa

Altrimenti lo venda a Moratti così fa come Berlusconi si diverte a battere l’Inter dei cinesi

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