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Rassegna stampa Bari: i tre motivi di flessione dopo Reggio Calabria

La Gazzetta del Mezzogiorno analizza il momento dei biancorossi: brillantezza e atteggiamento da ritrovare, mercato da sfruttare.

Il Bari si risveglia dal pareggio con la Reggina con qualche pensiero per la testa. La Gazzetta del Mezzogiorno analizza i tre motivi di riflessione che andranno esaminati se si vorrà vivere da protagonisti il rush finale del torneo.

Innanzitutto, la squadra biancorossa ha smarrito solidità e brillantezza dopo la ripresa del campionato. Da quando i galletti sono passati al 4-3-1-2, avevano subito appena due gol nelle ultime sei gare del girone d’andata, concludendone ben quattro con la porta inviolata. Invece, dopo la pausa natalizia, le reti al passivo sono state quattro in altrettante sfide: una con la Viterbese, due con il Rieti, una con la Reggina. Frattali è rimasto imbattuto soltanto contro la Sicula Leonzio. Ad alcuni sbandamenti in fase difensiva, è corrisposto qualche disagio nello sviluppo della manovra. Può darsi che la lunga sosta abbia influito sulla sincronia di alcuni movimenti, forse anche sulla velocità degli automatismi e delle giocate. Sarà fondamentale recuperare quanto prima un livello più alto nelle prestazioni per tentare di vincere sempre.

Secondo punto: l’atteggiamento. Forse è la nota più preoccupante del Bari visto a Reggio Calabria. I galletti sono apparsi timorosi, quasi in soggezione rispetto all’avversario. A centrocampo, in particolare, è mancata personalità nell’assumere le redini del gioco: il Bari ha giocato “poco” una sfida che comunque rappresentava un’opportunità. E su questo bisognerà agire in fretta. Perché i galletti disputeranno in trasferta tutti gli scontri con le big: a Monopoli, a Terni, a Potenza, a Catanzaro.

Il mercato, infine. Gli ultimi quattro giorni devono rappresentare una chance da non fallire. Oltre Matteo Ciofani servirebbe, però, un ultimo sforzo. Magari per assicurarsi quel Nikola Ninkovic che può davvero essere l’uomo della differenza per abilità nel saltare l’uomo, inventiva e tiro dalla distanza. Il dialogo con l’Ascoli non è semplice, ma nemmeno impossibile. In alternativa, magari si potrebbe andare su una punta più strutturata sul piano fisico, con doti diverse rispetto ai vari Antenucci, Simeri o D’Ursi. Un attaccante abile nel gioco aereo e nei corpo a corpo: Beretta dell’Ascoli (che segue Ferrari) è un’idea, ma diversi altri profili sono monitorati.

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