Bari, per i galletti il San Nicola resta ancora un tabù

Di Cesare e compagni faticano tra le mura amiche. Serve dunque una rapida inversione di rotta a cominciare dalle gare casalinghe dove i galletti sono sospinti dal caloroso pubblico biancorosso

Tre partite, zero vittorie. È l’impietoso score del Bari al San Nicola in questo avvio di campionato. Un dato allarmante che adesso Vincenzo Vivarini è chiamato a far dimenticare. Il tecnico abruzzese ha immediatamente due ghiotte occasioni per invertire la rotta, prima contro la Cavese, domenica prossima, e poi contro la Ternana nella gara successiva. La partita vinta contro il Picerno allo stadio di Potenza nell’ultimo turno di campionato, però, fanno ben sperare. E sorretto dal passionale pubblico del San Nicola l’undici biancorosso può dare inizio ad un nuovo corso in campionato.

Ma un precedente così negativo risale addirittura alla stagione 2004-2005 quando alla guida dei galletti in serie B c’era Guido Carboni. Nelle prime cinque gare casalinghe infatti, il Bari di  Santoruvo e compagni raccolsero solo solo due punti trovando la vittoria solo alla dodicesima giornata contro l’Arezzo. In quella stagione, poi, il Bari terminò il campionato all’11° posto. Altra serie  negativa, sebbene meno amara, fu quella 2014/2015 , l’anno della prima gestione Paparesta. Con Devis Mangia in panchina il Bari conquistò solo otto punti in sette partite e l’ex allenatore della nazionale under 21 fu esonerato a novembre cedendo la panchina a Davide Nicola.

Raccogliere poco in casa all’inizio del campionato, statistiche alla mano ma non solo, complica terribilmente il percorso di una squadra. Ancor più se questa ha ambizioni di alta classifica (se non addirittura di vittoria finale). Questo però non deve essere motivo di pessimismo. La storia insegna che le cavalcate vincenti, o quasi, sono possibili. Per questo come non far riferimento alla “meravigliosa stagione fallimentare”? In tutto il girone di ritorno (quindi un’analisi a più ampio raggio rispetto a quella dell’attuale Bari), i galletti guidati da Alberti e Zavettieri raccolsero la miseria di 24 punti in 21 partite. Tutti poi sanno come è andata a finire, a un soffio dalla Serie A.

Nel calcio, nel Bari, serve la convinzione giusta, pochi ma efficaci dettami tattici e tanta voglia di raggiungere l’obiettivo. Mister Vivarini sta lavorando anche su questo e già la prossima gara contro la Cavese potrebbe aprire alla vera chiave di lettura del Bari che sarà nei prossimi mesi.

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