Bari, primi input per Vivarini: cosa va e cosa non va dopo il Picerno

La gara di potenza ha fornito diversi spunti di riflessione al nuovo tecnico evidenziando cose positive e altre su cui ancora c’è da lavorare

Il Bari ha riassaporato il gusto della vittoria dopo tre turni in cui aveva raccolto appena due punti, collezionando due pareggi e una sconfitta. La crisi di risultati dei galletti, che ambiscono a posizioni di vertice nel combattutissimo Girone C di Serie C, come è noto ha portato alla sostituzione di Giovanni Cornacchini con Vincenzo Vivarini.

Il cambio di guida tecnica è stato deciso per non perdere altro tempo, poiché dopo cinque giornate i biancorossi hanno accumulato un ritardo di una certa entità sulle prime in classifica. I limiti del Bari di Cornacchini, inoltre, non risiedevano soltanto nei risultati ma anche in altre problematiche come la mancanza di gioco e di un’idea chiara degli uomini e moduli da utilizzare.

Con l’avvento di Vivarini la dirigenza biancorossa ha puntato su un profilo che cura moltissimo l’aspetto tattico. E se nella partita d’esordio contro il Monopoli si è fatto fatica a percepire un’impronta delle sue idee (limitate a pochi concetti basilari, visto il solo allenamento svolto con la squadra), nella partita in casa dell’AZ Picerno si è iniziata a percepire la mano del tecnico abruzzese.

A Potenza il Bari ha giocato un buon primo tempo assumendo un atteggiamento dominante sin dalle primissime battute dell’incontro. La squadra ha mostrato trame di palleggio mai viste in questo primo scorso di stagione, soprattutto per vie centrali. Anche per quanto riguarda la compattezza, i galletti per quasi tutto il primo tempo sono riusciti a stare nei 30-40 metri di campo richiesti dal tecnico. Per non parlare dell’effetto psicologico che ha causato un’immediata reazione in alcuni giocatori che fino ad ora erano rimasti un po’ in ombra come Simeri, autore del goal che ha deciso l’incontro.

La buona prova del Bari dal punto di vista della personalità è del gioco si è vista principalmente nel primo tempo. Nella ripresa i galletti, per stessa ammissione dell’allenatore, hanno perso metri di campo arretrando il baricentro e hanno subito la pressione del Picerno, passato a giocare con 4 attaccanti. Vivarini ha lodato la capacità di soffrire dei suoi ma vuole di sicuro che la sua squadra sia in grado di fare la partita più a lungo di un solo tempo.

Nella settimana appena conclusa il tempo per lavorare è stato poco con le tre partite una dopo l’altra, ora Vivarini avrà modo di lavorare con molta più calma in vista della sfida con la Cavese del 6 ottobre. Oltre ad avere più tempo per far assimilare le proprie idee, il nuovo mister dei galletti potrà contare anche sulla maggiore fiducia e serenità che solo i risultati positivi sono in grado di dare, come ha sottolineato nel post-partita.

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